CCC 1008

La morte è conseguenza del peccato. Interprete autentico delle affermazioni della Sacra Scrittura Cf Gn 2,17; 3,3.19; Sap 1,13; Rm 5,12; 6,23. e della Tradizione, il Magistero della Chiesa insegna che la morte è entrata nel mondo a causa del peccato dell'uomo. Cf Concilio di Trento, Sess. 5a, Decretum de peccato originali, canone 1: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. Sebbene l'uomo possedesse una natura mortale, Dio lo destinava a non morire. La morte fu dunque contraria ai disegni di Dio Creatore ed essa entrò nel mondo come conseguenza del peccato. Cf Sap 2,23-24. « La morte corporale, dalla quale l'uomo sarebbe stato esentato se non avesse peccato », Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 18: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 58 (1966) su vatican.va — PDF scansionato (1966) 1038. è pertanto « l'ultimo nemico » (1 Cor 15,26) dell'uomo a dover essere vinto.

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