CCC 1031

La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze Cf Concilio di Firenze, Decretum pro Graecis: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. e di Trento. Cf Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum de purgatorio: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum; Sess. 6a, Decretum de iustificatione, canone 30: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, Per esempio, 1 Cor 3,15; 1 Pt 1,7. parla di un fuoco purificatore:

« Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». San Gregorio Magno, Dialogi, 4, 41, 3: SC — Sources chrétiennes (4, 39: PL — Patrologia latina (J.P. Migne)).

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