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La celebrazione della liturgia deve quindi corrispondere al genio e alla cultura dei diversi popoli. Cf Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 37-40: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 56 (1964) su vatican.va — PDF scansionato (1964) 110-111. Affinché il mistero di Cristo sia « rivelato [...] a tutte le genti perché obbediscano alla fede » (Rm 16,26), esso deve essere annunziato, celebrato e vissuto in tutte le culture, così che queste non vengano abolite, ma recuperate e portate a compimento grazie ad esso. Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 53: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 71 (1979) su vatican.va — PDF scansionato (1979) 1319-1321. La moltitudine dei figli di Dio, infatti, ha accesso al Padre, per rendergli gloria, in un solo Spirito, con e per mezzo della propria cultura umana, assunta e trasfigurata da Cristo.

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