CCC 1206

« La diversità liturgica può essere fonte di arricchimento, ma può anche provocare tensioni, reciproche incomprensioni e persino scismi. In questo campo è chiaro che la diversità non deve nuocere all'unità. Essa non può esprimersi che nella fedeltà alla fede comune, ai segni sacramentali, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo, e alla comunione gerarchica. L'adattamento alle culture esige anche una conversione del cuore e, se è necessario, anche rotture con abitudini ancestrali incompatibili con la fede cattolica ». Giovanni Paolo II, Lett. ap. Vicesimus quintus annus, 16: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 81 (1989) su vatican.va — PDF scansionato (1989) 913.

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