CCC 1457

Secondo il precetto della Chiesa, « ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno ». CIC — Codex Iuris Canonici canone 989; cf Concilio di Trento, Sess. 14a, Doctrina de sacramento Paenitentiae, c. 5: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum; Id., Sess. 14a, Canones de sacramento Paenitentiae, canone 8: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. Colui che è consapevole di aver commesso un peccato mortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione, senza aver prima ricevuto l'assoluzione sacramentale, Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, Decretum de ss. Eucharistia, c. 7: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum; Ibid., canone 11: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. a meno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accedere a un confessore. Cf CIC — Codex Iuris Canonici canone 916; CCEO — Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium canone 711. I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la santa Comunione. Cf CIC — Codex Iuris Canonici canone 914.

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