CCC 156
© Libreria Editrice Vaticana Fonte: vatican.va
Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo « per l'autorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare ». Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 3: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. « Nondimeno, perché l'ossequio della nostra fede fosse "conforme alla ragione", Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione ». Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 3: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. Così i miracoli di Cristo e dei santi, Cf Mc 16,20; Eb 2,4. le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità « sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza », Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 3: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum. sono motivi di credibilità i quali mostrano che l'assenso della fede non è « affatto un cieco moto dello spirito ». Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 3: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum.
Leggi tutto il capitolo 3. La Risposta Dell’uomo a Dio ¶142–184
Citato in 1
- ¶156 Domande(Miracles and relics)