CCC 1863
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Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale. Tuttavia il peccato veniale non rompe l'alleanza con Dio. È umanamente riparabile con la grazia di Dio. « Non priva della grazia santificante, dell'amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna ». Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 77 (1985) su vatican.va — PDF scansionato (1985) 221.
« L'uomo non può non avere almeno peccati lievi, fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume e così molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la Confessione... ». Sant'Agostino, In epistulam Iohannis ad Parthos tractatus, 1, 6: PL — Patrologia latina (J.P. Migne).
Leggi tutto il capitolo 1. La Dignità della Persona Umana ¶1700–1876