CCC 2132
© Libreria Editrice Vaticana Fonte: vatican.va
Il culto cristiano delle immagini non è contrario al primo comandamento che proscrive gli idoli. In effetti, « l'onore reso ad un'immagine appartiene a chi vi è rappresentato », San Basilio Magno, Liber de Spiritu Sancto, 18, 45: SC — Sources chrétiennesbis, 406 (PG — Patrologia graeca (J.P. Migne)). e « chi venera l'immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto ». Concilio di Nicea II, Definitio de sacris imaginibus: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum; cf Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum de invocatione, veneratione et reliquiis sanctorum, et sacris imaginibus: DS — Denzinger–Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum; Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 125: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 56 (1964) su vatican.va — PDF scansionato (1964) 132; Id., Cost. dogm. Lumen gentium, 67: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 57 (1965) su vatican.va — PDF scansionato (1965) 65-66. L'onore tributato alle sacre immagini è una « venerazione rispettosa », non un'adorazione che conviene solo a Dio:
« Gli atti di culto non sono rivolti alle immagini considerate in se stesse, ma in quanto servono a raffigurare il Dio incarnato. Ora, il moto che si volge all'immagine in quanto immagine, non si ferma su di essa, ma tende alla realtà che essa rappresenta ». San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, q. 81, a. 3, ad 3: Ed. Leon. — Sancti Thomae Aquinatis Opera omnia, editio Leonina.
Citato in 2
- ¶2132 Domande(Miracles and relics
The saints, statues and images)