CCC 2271
© Libreria Editrice Vaticana Fonte: vatican.va
Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:
« Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita ». Didaché 2, 2: SC — Sources chrétiennes (Funk — F.X. Funk, Patres apostolici); cf Lettera dello Pseudo Barnaba 19, 5: SC — Sources chrétiennes (Funk — F.X. Funk, Patres apostolici); Lettera a Diogneto 5, 6: SC — Sources chrétiennes (Funk — F.X. Funk, Patres apostolici); Tertulliano, Apologeticum, 9, 8: CCL — Corpus Christianorum (Series Latina) (PL — Patrologia latina (J.P. Migne)). « Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come pure l'infanticidio sono abominevoli delitti ». Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 51: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 58 (1966) su vatican.va — PDF scansionato (1966) 1072.
Leggi tutto il capitolo 2. «Amerai il Prossimo Tuo come Te Stesso» ¶2196–2557