CCC 2538
© Libreria Editrice Vaticana Fonte: vatican.va
Il decimo comandamento esige che si bandisca dal cuore umano l'invidia. Allorché il profeta Natan volle suscitare il pentimento del re Davide, gli narrò la storia del povero che possedeva soltanto una pecora, la quale era per lui come una figlia, e del ricco che, malgrado avesse bestiame in gran numero, invidiava quel povero e finì per portargli via la sua pecora. Cf 2 Sam 12,1-4. L'invidia può condurre ai peggiori misfatti. Cf Gn 4,3-8; 1 Re 21,1-29. « La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo » (Sap 2,24):
« Noi ci facciamo guerra vicendevolmente, ed è l'invidia ad armarci gli uni contro gli altri. [...] Se tutti si accaniscono così a far vacillare il corpo di Cristo, dove si arriverà? Siamo quasi in procinto di snervarlo. [...] Ci diciamo membra di un medesimo organismo e ci divoriamo come farebbero le belve ». San Giovanni Crisostomo, In epistulam II ad Corinthios, homilia 27, 3-4: PG — Patrologia graeca (J.P. Migne).
Leggi tutto il capitolo 2. «Amerai il Prossimo Tuo come Te Stesso» ¶2196–2557
Citato in 1
- ¶2538 Domande(Envy)