CCC 528
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L'epifania è la manifestazione di Gesù come Messia d'Israele, Figlio di Dio e Salvatore del mondo. Insieme con il battesimo di Gesù nel Giordano e con le nozze di Cana, Cf Solennità dell'Epifania del Signore, Antifona al « Magnificat » dei II Vespri: Liturgia delle Ore, v. 1 (Libreria Editrice Vaticana, 1981) p. 551. essa celebra l'adorazione di Gesù da parte dei « magi » venuti dall'oriente. Cf Mt 2,1. In questi « magi », che rappresentano le religioni pagane circostanti, il Vangelo vede le primizie delle nazioni che nell'incarnazione accolgono la Buona Novella della salvezza. La venuta dei magi a Gerusalemme per adorare il re dei Giudei Cf Mt 2,2. mostra che essi, alla luce messianica della stella di Davide, Cf Nm 24,17; Ap 22,16. cercano in Israele colui che sarà il re delle nazioni. Cf Nm 24,17-19. La loro venuta sta a significare che i pagani non possono riconoscere Gesù e adorarlo come Figlio di Dio e Salvatore del mondo se non volgendosi ai Giudei Cf Gv 4,22. e ricevendo da loro la Promessa messianica quale è contenuta nell'Antico Testamento. Cf Mt 2,4-6. L'epifania manifesta che « la grande massa delle genti » entra nella famiglia dei patriarchi Cf San Leone Magno, Sermo 33, 3: CCL — Corpus Christianorum (Series Latina) (PL — Patrologia latina (J.P. Migne)). e ottiene la « dignità Israelitica ». Veglia pasquale, Orazione dopo la terza lettura: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 171.
Leggi tutto il capitolo 2. Credo in Gesu' Cristo, Unico Figlio di Dio ¶422–682