Siracide 40

L'uomo soggetto a penosa occupazione, e a giogo pesante, e a varie miserie. Caducità delle case. Gli iniqui colle loro ricchezze presto sono sterminati. Lode della mediocrità. Il timore di Dio preferibile a procurare di non ridursi in ogni cosa, mendicità.

Una molestia grande ec.Descrisse nel capo precedente la potenza e magnificenza e bontà di Dio verso dei buoni e la severa giustizia contro i cattivi: viene adesso a trattare della miseria e fragilità dell'uomo, affinchè questi, considerato quel ch'egli è, si umilii sotto la possente mano di Dio, e alla misericordia di lui ricorra. Dice a dunque: molestia grande fu assegnata e destinata a tutti gli uomini, e giogo grave fu imposto a' figliuoli di Adamo ( che nascono peccatori come il padre) dal primo dì, in cui vengono al mondo, fino al giorno, in cui muoiono e tornano nella terra, da cui furon tratti. Questa molestia grande e questo giogo egli è il cumulo de' mali e delle afflizioni, sotto di cui gemiamo per tutta quanta la vita; ovvero, questo giogo egli è il peccato originale con tutti i mali, che da esso procedono, e per ragione de' quali il santo Giobbe dicea, che l'uomo nasce per faticare, e che la vita dell'uomo sopra la terra è stato di guerra. vedi Job, V. 7. VIII. 1. XIV. 1. 2.Una molestia grande è destinata a tutti gli uomini, e un giogo pesante posa sopra i figliuoli di Adamo dal giorno, in cui escon dall'utero della madre fino al di della lor sepoltura nel seno della madre comune. Le loro sollecitudini, ec.Viene a spiegare e a de scrivere questo giogo. Le sollecitudini degli uomini per l'acquisto de' beni di questa vita e per esimersi dai mali, li straziano e li tormentano; i vari timori stringono loro il cuore; l'apprensione di quello, che può loro avvenire o che aspettano come imminente, e sopra tutto l'idea di quel giorno, in cui finiscono per essi le consolazioni tutte e i piaceri e i beni della terra, tutto questo è una parte di questo giogo, da cui i grandi, i principi, i regi stessi non sono liberi nè esenti.Le loro sollecitudini, i timori del cuore, le apprensioni di quel, che aspettano, e il di che tutto finisce: Le loro sollecitudini, ec.Viene a spiegare e a de scrivere questo giogo. Le sollecitudini degli uomini per l'acquisto de' beni di questa vita e per esimersi dai mali, li straziano e li tormentano; i vari timori stringono loro il cuore; l'apprensione di quello, che può loro avvenire o che aspettano come imminente, e sopra tutto l'idea di quel giorno, in cui finiscono per essi le consolazioni tutte e i piaceri e i beni della terra, tutto questo è una parte di questo giogo, da cui i grandi, i principi, i regi stessi non sono liberi nè esenti.Da colui, che è assiso sopra un seggio di gloria, fino a quello, che giace per terra, e sulla cenere: Da colui, che veste l'iacinto ec.il color di iacinto e quel di porpora erano propri delle vestimenta dei regi o de' grandi signori, come si è veduto più volte.Da colui, che veste l'iacinto, e porta corona, fino a quello, che è coperto di rozza tela di lino: il furore, la gelo sia, l'inquietezza, l'agitazione, il timor della morte, l'ira ostinata, e le risse, Anche nel tempo di ristorarsi ec.Le passioni già dette tormentano l'uomo non solo mentre ei veglia, ma anche nel tempo, in cui colla quiete del letto ristorar dovrebbe l'animo e il corpo stanco, egli ha un sonno tanto inquieto, che perturba e sconvolge la sua immaginazione e i suoi pensieri.Anche nel tempo di ristorarsi nel letto, il sonno della notte la immaginazione di lui perturba. Poco, e quasi nulla ha di requie, e dipoi ne' suoi sogni, come quando uno sta di sentinella, E turbato dalle visioni del suo spirito, e come chi fugge nel giorno della battaglia, si sveglia allorché è in salvo, e ammira il suo vano timore: Così va per tutti gli animali.Non solo tutti gli uomini, ma anche tutti gli animali sono soggetti a grandi miserie; ma sette volte più, che tutti gli uomini e tutti gli animali, a miserie gravissime sono soggetti i peccatori.Così va per tutti gli animali dall'uomo fino alla bestia, ma sette volte peggio pei peccatori. Oltre a ciò la morte, ec.Oltre i mali interni dell'uomo, tutti gli altri mali esteriorisono propriamente fatti per i peccatori, e per essi fu mandato il diluvio universale.Oltre a ciò la morte, le uccisioni, la spada, le oppressioni, la fame, le rovine; i flagelli: Oltre a ciò la morte, ec.Oltre i mali interni dell'uomo, tutti gli altri mali esteriorisono propriamente fatti per i peccatori, e per essi fu mandato il diluvio universale.Tutte queste cose furon fatte per gli iniqui, e per essi venne il diluvio. Ritornano al mare.Da cui ebbero il lor principio per via dei vapori, che dal mare si alzano e si addensano nella atmosfera, e forman le nubi, onde poscia le pioggie, le nevi ec., che danno origine ai fiumi, come si è detto altre volte.Tutto quel, che vien dalla terra torna nella terra, come tutte le acque ritornano al mare. Tutte le largizioni, e le ingiustizie ec.I doni dati per corrompere i giudici, e le iniquità commesse per ragione de' doni da' giudici istessi, tutto questo perirà insieme con quelli, che sono rei di tali ingiustizie; ma la rettitudine e la giustizia sussisterà in eterno colgiusto, che l'amò. Se tu adunque cerchi de' beni stabili e di durata, e che ti seguano nella vita avvenire, io ti mostro quali sieno questi beni.Tutte le largizioni, e le ingiustizie periranno; ma la rettitudine sussisterà per tutti i secoli. Le ricchezze degli ingiusti si seccheranno come un torrente, e il loro fracasso è come di un gran tuono in tempo di pioggia. Uno si allegrerà nell'aprire la mano: ec.Il giudice iniquo si rallegra in aprendo la mano per ricevere i doni; ma per poco, conciossiachè i prevaricatori della legge saranno alla fine distrutti.Uno si allegrerà nell'aprire la mano; ma i prevaricatori alla fine anderanno in fumo. Non moltiplicheranno i rami loro.Non avranno molti figliuoli. E le radici immonde sulla cima ec. Gli uomini immondi son simili a una pianta, la quale non in profonda terra, ma sulla cima di un masso ha sue radici, le quali essendo poco fondate sono scosse dai venti e fanno romore, fino che da' venti stessi sieno svelte.I nipoti degli empj non moltiplicheranno i rami loro, e le radici immonde sulla cima di un masso fanno romore. Come ogni erba verde ec.Come l'erba verde presso qualunque sito umido, e sulla riva di un fiume, presto nasce e cresce, ma perchè è in luogo esposto al calpestio degli uomini e degli animali, ben presto è pestata dagli uomini e svelta dagli animali. Vedi una similitudine non differente in Giobbe VIII. II., e ancora v. 17., e Sap. IV. 3.Come ogni erba verde in sito umido, e sul margine del fiume è spiantata prima d'ogni altra erba. La benignità ec.La beneficenza è come un giardino di benedizione, o sia benedetto da Dio, che dà frutti preziosi, frutti di immortalità. Allude al paradiso terrestre, dove tra gli altri era l'albero della vita.La benignità è come un giardino benedetto; e la misericordia non perisce giammai. Troverà un tesoro.Un tesoro di pace, di contentezza, di buona coscienza. Vedi I. Tim. v. 6.Dolce è la vita dell'operaio contento di sua sorte, e in essa egli troverà un tesoro. Danno un nome di durata ec.I figliuoli eternano, per così dire, il nome del padre; similmente i fondatori delle città hanno perpetuato il lor nome col darlo alle città, che ei fondarono: ma a tutta questa gloria è preferibile il bene di avere una moglie santa e senza colpa; perocchè nulla gioverebbe e la figliuolanza e la gloria ad un uomo, che fosse tormentato ed anche disonorato da una moglie cattiva.Danno un nome di durata i figliuoli, e la fondazione di una città; ma a queste cose sarà preferita una moglie immacolata. Ma più di ambedue ec.L'amore della sapienza è quel vino spirituale, che inebria la mente, ed è quella musica dello spirito, il di cui piacere tanto sorpassa ogni altra consolazione, quanto i puri godimenti dell'animo sono al di sopra di quelli de' sensi.Il vino, e la musica rallegrano il cuore, ma più di ambedue que'ste cose l'amore della sapienza. Il flauto, e il saltero fan soave concerto, ma l'un, e l'altro è superato da una lingua soave. I verdeggianti seminati.Ovvero i campi verdeggianti. il color verde, ma particolarmente il verde delle campagne ricrea mirabilmente la vista e la fortifica, e giova anche ai malati, come dice Plinio XXXVII. 1.Piacerà al tuo occhio la venustà, o la bellezza, ma più di queste i verdeggianti seminati. L'amico, e il compagno, che vengono opportunamente (son graditi), ina più dell'uno, e dell'altro una moglie unita col marito. Ma la misericordia più di essi ec.Più del soccorso de' fratelli gioverà a salvare l'uomo e liberarlo dall'afflizione la misericordia, che egli abbia praticata verso dei suoi prossimi; perchè questa impegna Dio stesso a porgere a lui soccorso.I fratelli sono un buon soccorso nel tempo di afflizione; ma la misericordia più di essi è atta a salvare. Più di essi piace il buon consiglio.Perchè molte cose, che non si possono ottenere coll'oro nè coll'argento, si ottengono col buon consiglio. Così dicesi ne' Proverbi, che dove non è chi governi, il popolo va in rovina, e la salute sta dove sono molti consigli. Cap. XI. 14.L'oro, e l'argento tengono l'uomo in piedi, ma più di essi piace il buon consiglio. Ma più di queste cose il timor del Signore.Il timore di Dio non restringe nè impiccolisce il cuore, ma lo dilata e lo innalza mediante la viva speranza negli aiuti del Signore.Le ricchezze, e il valore ingrandiscono il cuore: ma più di queste cose il timor del Signore. Non manca mai nulla al timore di Dio, ec.Psal. XXXIII.: A quelli, che cercano il Signore, non mancherà nissun bene, e Psal. XXV. 2.: Nulla manca a chi teme Dio.Non manca mai nulla al timore di Dio, e con esso non occorre cercar chi ajuti. Il timor del Signore è come un giardino di benedizione, egli è ammantato di magnificenza, che ogni altra sorpassa. Non ridurti in mendicità.Parla contro quelli, che si riducono in mendicità per nutrire l'ozio e la infingar daggine, come apparisce dal versetto seguente, dove di pinge un di questi tali, che non pensa a far nulla, perchè fa assegnamento sul vitto, che riceverà dalla altrui misericordia. Una tal vita è non solo misera, ma di peso non solo a un tal povero, ma anche agli altri. Altra cosa tutta differente ella è la povertà evangelica lodata da Cristo e abbracciata dai santi.Figliuolo, nel tempo di tua vita non ridurti in mendicità; perocché o meglio morire, che mendicare. Un uomo, che ha l'occhio alla mensa altrui, non impiega sua vita a provvedere il suo vitto, perché si sostenta della pietanza d'un altro: Ma un uomo ben educato, e saggio si guarderà da tal cosa. Alla bocca dello stolto ec.Lo stolto trova dolcezza in questa parola mendicità, e fa quel mestiere con tanto genio, che quantunque il fuoco della fame gli abbruci le viscere, egli non saprà risolversi a lavorare per guada gnare il suo vitto. L'esperienza dimostra la verità di quello che dice il Savio. Qualunque altra maniera di vi vere non sarà mai secondo il genio di coloro, che si son gettati alla professione di mendicare.Alla bocca dello stolto sarà dolce la mendicità, e nel ventre di lui arderà il fuoco.

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