Assuero per far pompa di sua potenza, e di sua grandezza fa uno splendido convito, al quale chiamata la regina Vasthi ricusa di andare, onde è ripudiata: e per consiglio de' sapienti si promulga un editto, che le mogli onorino i mariti.
Le edizioni qui presenti dispongono questo libro in modo diverso, così uno stesso numero di capitolo e versetto indica in ciascuna un testo diverso.
1aL'anno secondo del regno di Artaserse ec.il sogno di Mardocheo fu nell'anno secondo di Artaserse, o sia di Assuero, altrimenti Dario di Histape. Un anno prima del gran convito vide egli questo sogno in tempo, che egli non potea umanamente prevedere la terribile catastrofe, a cui doveano essere esposti gli Ebrei, ne quello, che Dio volea fare per lui e per Esther a gran vantaggio della nazione: questo perciò tu un sogno profetico.L'anno secondo del regno di Artaserse il massimo, il dì primo del mese di Nisan, Mardocheo figliuolo di Jair, figliuolo di Semei, figliuolo di Cis, della tribù di Beniamin vide un sogno:1bE fu uomo grande, e de' primi della corte ec.Egli fu in grande onore e dignità dopo l'avvenimento di questo sogno.Egli fu Giudeo, e abitava in Susa, e l'i. uomo grande, e de' primi della corte del re. Ed era del numero de' prigionieri traportati in Gerusalemme con Jeconia re di Giuda da Nabuchodouosor re di Babilonia:1c E il suo sogno fu questo: Parvegli di sentire delle voci, de' tumulti, de' tuoni, e de' tremuoti, e sconvolgimenti sopra la terra:1d Ed ecco due grandi dragoni in atto di venir tra loro a battaglia.1e Alle strida de' quali tutte si mossero le nazioni per assalire la nazione dei giusti.1f E quello fu giorno di tenebre, e di pericolo, di tribolazione, e di all'anno, e di timori grandi per la terra.1g E la nazione de' giusti fu in scompiglio pel timore dei mali suoi, e si preparava alla morte.1h E alzaron le grida al Signore, e mentre gridavano un piccol fonte crebbe in grandissimo fiume ridondante di acque.1i Un lume, e un sole spuntò fuori, e i piccoli furono esaltati, e divorarono i grandi.1kPortava ciò fisso nella mente.Dio, che volea prevenir Mardocheo, affine di sostenere la sua speranza e quella de' suoi nelle grandi angustie, in cui doveano trovarsi, impresse altamente nell'animo di lui questo sogno; lo che era già argomento, che non era sogno vano, ma mandato da Dio come un'immagine del futuro.Veduto ciò Mardocheo, alzatosi dal letto andava pensando quel, che Dio far volesse: e portava ciò fisso nella mente, bramoso di saper quel, che volesse dire il sogno. Egli in quel tempo ec.Non si allontanava dalla porta della reggia, bramoso di aver nuove della nipote, che era stata trasierita nel palazzo dei re, cap. 11. 21., ec. La congiura dei due eunuchi tu scoperta l'anno settimo di Assuero.Or egli in quel tempo stava nella corte del re con Bagatha, e Thara eunuchi del re, che erano uscieri del palazzo. Ed egli avendo penetrati i loro pensieri, e diligentemente investigati i loro disegni, si assicurò, che ei cercavano di metter le mani addosso ad Artaserse, e lo rivelò al re. Il quale, fatto il processo ad ambedue, e quegli essendo confessi, ordinò, che fosser condoni alla morte. E il re fece scrivere nel Diario questo avvenimento; e anche Mardocheo lo descrisse per conservarne memoria. E il re ordinò, che egli stesse nel palazzo, e gli furon dati dei doni per la scoperta fatta. Aman...Bugeo.Alcuni vogliono, che Bugeo sia lo stesso che Bagoa, cioe eunuco nome, che tra' Persiani significava generalmente un ministro, un cortigiano del primarii. Al suo popolo a causa de' due eunuchi del, re puniti di morte. I quali dovean essere amici, e collegati con Aman.Ma Aman figliuolo di Amadathi, Bugeo, era in grandissima riputazione presso del re, e voleva far del male a Mardocheo, e al suo popolo a causa dei due eunuchi del re puniti di morte.1A' tempi del re Assuero.Il nome di Assuero, o sia Artaserse, credesi nome comune de' re di Persia, come il nome di Pharaone lo era de' re d'Egitto. L'Assuero, di cui si parla in questo libro, secondo la piu verisimile opinione fu Dario figliuolo di Histaspe, e di lui è parlato nel libro primo di Esdra, cap. VI. Il quale regnò dall'India sino all'Etiopia ec. Egli era Signore di tutta l'Asia, soggiogò le indie almeno in parte, e avea tra' suoi dominii anche l'Etiopia soggettata fino da' tempi di Cambise. Quel regno era diviso in provincie, ovvero satrapie, e dal libro di Daniele apprendiamo, che fino dal tempo di Ciro lo stesso regno contava cento venti provincie.A' tempi del re Assuero, il quale regnò dall'India sino all'Etiopia sopra cento ventisette provincie,2Quando egli si assise sul trono... la città capitale... fu Susa.Dario fondò (o piuttosto abbellì e ornò grandemente) la città di Susa, Plin. lib. VI. 27. Quindi in Susa soleva egli stare ordinariamente. Vedi 2. Esdra I. 1 così questa città era considerata come capitale dell'impero Persiano.Quando egli si assise sul trono del suo reame, la città capitale del suo impero fu Susa.3Fece... un gran convito, ec.Non si sa se questo convito fosse fatto per celebrare il giorno natalizio del re secondo l'uso de' Persiani, uso rammentato da Platone, e da Ateneo; ovvero per solennizzare il principio della sua residenza nella città di Susa: la Scrittura sembra indicare questa seconda ragione.Egli adunque l'anno terzo del suo regno fece in sua presenza un gran convito a tutti i principi, e a tutti i suoi cortigiani, ai più valorosi Persiani, e ai principali tra i Medi, e ai prefetti delle Provincie,4Per dar a conoscere ec.I re di Persia amavano la magnificenza e la sontuosità principalmente ne' conviti. Cento ottanta giorni. Sei interi mesi. Simili esempi di feste e banchetti di lunga durata si leggono nelle storie. Vedi Ateneo, lib. VIII. e XII. Cicer. Tuscul., e Valer. Maxim. IX. 2.(Per dar a conoscere la dovizia, e la magnificenza del suo regno, e la grandezza, e il fasto di sua possanza); convito di molto tempo, cioè di centoottanta giorni.5Invito tutto il popolo, ec.Cosi gl'imperatori romani dieder talora da mangiare a tutta Roma. Vedi Sveton. in Jul. 38., in Tiber 20. il convito del popolo fu di sette giorni, gli ultimi de' cento ottanta. Piantato da mano regia. I re di Persia si dilettarono di coltivare i loro giardini di propria mano. Veggansi gli Economici di Senof. 156. v., Civ. de Senect.E quando fu sul finire il tempo di questo convito, egli invitò tutto il popolo, che trovavasi in Susa, grandi, e piccoli, e comandò, che si ammannisse un convito nell'atrio del giardino, e del bosco, il quale era stato piantato da mano regia, e con magnificenza da re.6Di color celeste e bianco.Il carbasino, che abbiam tradotto per bianco, e preso pel color verde dagli Ebrei, e da molti moderni; ma la vera significazione della voce Ebrea non è certa; e il carbaso dei Latini era una specie di lino di Spagna tenuto in gran pregio, onde seguendo la nostra vulgata dee intendersi del color bianco. I letti d'oro e di argento, ec. l'uso di sedere a mensa e il piu antico, come si vede da Omero e da Ateneo, e anche Gen. XLIII. 32. Indi presso molte nazioni prevalse il costume de' letti, su' quali stavano come giacendo, del qual costume abbiamo parlato, Jo. XIII. 23. Gli Ebrei, i Persiani e i Greci e i Romani mangiavano su' letti, e non i soli Persiani ebbero simili letti di oro e di argento; perocchè anche i Romani usarono tal magnificenza. Vedi Plin. XXXIII. 25., XXXVII. 2. Erano pure usati tra' i romani i pavimenti delle stanze formati di marmi rari e di pietre preziose il mosaico e anche di piccoli mattoni fatti di terre fini, e dipinti a varii colori. Vedi Plin. XXXVI 25.. Seneca ep. 86.E pendevano da tutti i lati le tende di color celeste, e bianco, e di giacinto sostenute da funi di bisso, e di scarlatto passate in anelli di avorio, e attaccate alle colonne di marmo: e insiememente i letti di oro, e di argento erano posti ordinatamente sopra il pavimento lastricato di smeraldi, e di marmo di Paros, e pitturato con varietà ammirabile.7 E i convitati beveano in tazze d'oro, e in vasi sempre differenti erano portate le vivande: il vino ancora, che si mesceva (come si conveniva alla magnificenza del re) era squisito, e in gran copia.8E nissuno forzava a bere chi non voleva.Questo barbaro costume di obbligare i convitati a bere oltre il bisogno per rispondere agli inviti altrui, fu in gran voga presso i Persiani, e anche presso altre nazioni. Contro i Cristiani imitatori di tal costume declama fortemente s. Agostino, Serm. 203. de temp., e s. Ambrogio de Elia, et ieiun. cap. VII. I Persiani a' tempi di Ciro, e prima di lui erano molto parchi e frugali nel mangiare e nel bere, ma caddero dipoi nel lusso, che fu la loro rovina.E nissuno forzava a bere chi non voleva; ma ciascuno ne prendeva quanto gli pareva, secondo l'ordine del re il quale avea preposto ad ogni tavola uno de' suoi grandi.9 Similmente la regina Vasthi fece un convito alle donne nel palazzo, dove il re Assuero soleva dimorare.La regina Vasthi rifiuta di obbedire al comando di Assuero
Gustave Doré (1832-1883), La Grande Bible de Tours (Alfred Mame et fils, Tours, 1866)
The Doré Bible Illustrations (Dover Publications, 1974) — Immagini fornite da Rev. Felix Just, S.J.10E sia scritto secondo la legge de' Persiani e de' Medi (la quale non è lecito, ec.)Vedesi che eravi tra i Persiani una maniera di editti, o di leggi fatte con certe formalità, le quali leggi erano irrevocabili. Diodoro di Sicilia racconta, che Dario ultimo re di Persia avendo condannato a morte Charidemo Ateniese, ed essendosi dipoi pentito della sua ingiusta sentenza, non potè però ritrattarla.Or il settimo giorno essendo il re più allegro del solito, ed essendo pel troppo bere riscaldato dal vino, ordinò ai sette eunuchi Maumau, e Bazatha,e Harbona, e Bagatha, e Abgatha, e Zetar, e Charchas, i quali gli stavano attorno servendolo,11 Che conducesser davanti a se la regina Vasthi col diadema in capo, per far vedere a tutto il popolo, e ai signori la sua bellezza; perocché ella era bella sommamente.12Non si degnò di andare.Era costume dei Persiani di custodire non solo le mogli, ma anche le concubine a segno, che non fosser giammai vedute da persona di fuora, dice Plutarco nella vita di Temistocle. Affidata a questo costume la regina rifiutò di comparire davanti al re attorniato da' suoi comitati. Ma la Scrittura sembra insinuare, che il suo rifiuto fu accompagnato da parole arroganti e di disprezzo dei re.Ed ella disse di no: e con tutto il comando del re intimatole dagli eunuchi non si degnò di andare: per la qualcosa sdegnato il re, e acceso di terribil furore,13Or i principali e più vicini a lui erano Charsena e Sethar e Admatha ec.I sette consiglieri, che sono qui nominati, credesi, che fosser quegli, ai quali davasi il titolo di parenti del re.Interrogò i sapienti (i quali secondo, il costume dei re stavan sempre intorno a lui, e col consiglio de' quali faceva tutte le cose, essendo essi informati delle leggi, e de' costumi de' maggiori;14 Or i principali, e più vicini a lui erano Charsena, e Sethar, e Adamatha,e Tharsis, e Mares, e Marsana, e Mamuchan, sette signori Persiani, e Medi, i quali vedevano la faccia del re, e solevano sedere a' primi posti dopo di lui).15 A qual pena dovesse soggiacerela regina Vasthi, la quale non avea voluto ubbidire al comando del re fattole per mezzo degli eunuchi.16 E Mamuchan alla presenza del re, e dei principi rispose: La regina Vasthi ha offeso non solo il re, ma anche tutti i popoli, e i signori, che sono in tutte le Provincie del re Assuero.17 Imperocché quello, che ha fatto la regina si saprà da tutte le donne, onde queste disprezzeranno i loro mariti, e diranno: Il re Assuero ha comandato, che la regina Vasthi si presentasse a lui, ed ella ha disubbidito.18 E su questo esempio tutte le mogli dei principi Persiani, e Medi non faran conto degli ordini de' mariti: per la qual cosa giusto è lo sdegno del re.19 Se così a te piace, sia pubblicato da te un editto, e sia scritto secondo la legge de' Persiani, e de' Medi (la quale non è lecito, che sia trasgredita), che la regina Vasthi non comparisca mai più dinanzi al re, ma il suo diadema lo abbia un' altra migliore di lei.20 E questo si notifichi in tutte le Provincie del tuo impero quanto egli è vasto, e tutte le mogli e de' grandi, ed e' piccoli onoreranno i loro mariti.21 Il consiglio di lui piacque al re, e ai principi, e il re fece come avea detto Mamuchan.22 E scrisse lettere a tutte le provincie del suo impero in diverse lingue, e caratteri, affinchè fosser lette, e intese da ciascheduna nazione, contenenti, che i mariti sono principi, e superiori nelle case loro; e che ciò si facesse noto a tutti i popoli.