Ester 3

Le edizioni qui presenti dispongono questo libro in modo diverso, così uno stesso numero di capitolo e versetto indica in ciascuna un testo diverso.

Aman esaltato dal re si adira, perchè il solo Mardocheo non l'adora; e perciò ottiene dal re Assuero lo sterminio di tutti i Giudei, e spedisce lettere firmate col sigillo del re in tutte le provincie, affinchè ai tredici del mese duodecimo siano per tutto uccisi tutti i Giudei.

Della stirpe di Agag.Aman pertanto era Amnlecita e della stirpe del re Agag ueciso da Samuele, 1. Reg. XV. Ne contro questa opinione fa molto il chiamarsi Aman Macedone di animo e di nozione, cap. XVI 10.; perocchè può essere, che gli antenati di lui scacciati dall'antica patria andassero ad abitare nella Macedonia. Alcuni però credono, che il nome di Macedone non altro significhi in quel luogo, se non forestiero, straniero di nazione; e in questo senso la stessa voce è usata in varii luoghi del Machabei. Vedi 2. Machab. VIII. 18. 20., ec.Dopo di ciò il re Assuero innalzò Aman figliuolo di Amadathi, il quale era della stirpe di Agag; e lo fece sedere sopra tutti i principi, che avea d'intorno. Piegavano le ginocchia, e adoravano Aman.Il re avea agguagliato Amen a se medesimo, ordinando, che fossero renduti a lui gli onori divini, quali da lungo tempo rendevansi ai re di Persia; imperocchè se Aman non avesse preteso se non gli atti esteriori di rispetto, come d'inchinarsi profondamente e di piegare il ginocchio dinanzi a lui, Mardocheo non avrebbe ricusato di fare quello, che in molti luoghi delle Scritture veggiamo usato dagli Ebrei verso le persone costituite in gran dignità. Aman pero non voleva essere rispettato come la seconda persona del regno, ma adorato come Dio (vedi cap. XIII. 14.); ed è anche credibile, che nell'atto stesso d'inchinarsi e piegare il ginocchlo fosse osservata qualche cerimonia distintiva del culto divino. Cosi agevolmente s' intende per qual motivo pote dipoi Mardocheo innalzato ai sommi onori nella reggia ricevere quelle dimostrazioni di rispetto, che egli avea negate ad Aman.E tutti i servi del re, che frequentavano le porte del palazzo, piegavano le ginocchia, e adoravano Aman; perocché cosi avea comandato l'Imperadore: il solo Mardocheo non piegava le ginocchia, e non lo adorava. E i servi del re, che presiedevano alle porte del palazzo, ec.Dal capo XII. 5. apparisce, che a Mardocheo dopo lo scoprimento della congiura era stato dato impiego nelle corte, o almeno la permissione di frequentare il palazzo reale.E i servi del re, che presedevano alle porte del palazzo, gli dissero: Perchè non osservi tu l'ordine del re, come tutti gli altri? E avendo quelli detto ciò a lui più volte, e non volendo egli fare a modo loro, ne diedero parte ad Aman, desiderosi di far prova se quegli restasse sempre ne' medesimi sentimenti; perocché egli avea detto, se esser Giudeo. Udito ciò Aman, e conosciuto avendo alla prova, che Mardocheo non piegava a lui le ginocchia, e non lo adorava, ne concepì grande sdegno: E gli parve un nulla il punire il solo Mardocheo; perocché avea saputo, com'egli era Giudeo di nazione; e volle piuttosto tutta sterminare la moltitudine de' Giudei, che erano nel regno di Assuero. Si gettarano in casa di Aman le sorti... per sapere ec.Aman risoluto di sterminare tutti gli Ebrei dispersi per tutte le provincie del re ricorre a una superstizione molto comune tra' Persiani, e anche presso molte altre nazioni. Egli getta le sorti per vedere, in qual mese e in qual giorno del mese dovesse eseguirsi il suo disegno, e la providenza dispone, che dalle sorti siagli fissato per la gran tragedia l'ultimo mese e il giorno tredicesimo di questo mese: cosi davasi tempo a Mardocheo e ad Esther d'impedire un male si grande.Nel primo mese chiamato Nisan, l'anno duodecimo del regno di Assuero si gettarono in casa di Aman le sorti (dette in Ebreo Phur) nell'urna, per sapere in qual giorno, e in qual mese dovesse essere trucidata la nazione de' Giudei; e uscì fuori il mese duodecimo chiamato Adar. Di uomini segregati tra loro.I quali perciò possono opprimersi più facilmente, non potendo unirsi in corpo per far resistenza.Or Aman disse al re Assuero: Havvi un popolo disperso per tutte le provincie del tuo regno di uomini segregati tra' loro, i quali han leggi, e ceremonie inusitate, e oltre a ciò sprezzano gli ordini del re: e tu sai benissimo, che non torna bene pel tuo regno il lasciargli insolentire. E io peserò dieci mila talenti ai tesorieri.Egli avrebbe messa insieme tal quantità di danaro e anche maggiore dalla confiscazione de' beni di tutti gli Ebrei, v. 13.Se così ti piace, da ordine, ch'ei periscano, e io peserò dieci mila talenti ai tesorieri della tua casa. Si intse dal dito l'anello ec.Perché con esso sigillasse le lettere da scriversi per tutte le provincie, e in segno dell'assoluta autorità, che gli dava di fare tutto quello che gli pareva e piaceva riguardo agli Ebrei.Allora il re si tolse dal dito l'anello, di cui solea servirsi, e lo dette ad Aman figliuolo di Amadathi della stirpe di Agag, nemico de' Giudei, E gli disse L'argento, che esibisci, sia tuo di quella gente quel, che ti pare, E furon chiamati i segretarj del re, il primo mese detto Nisan ai tredici dello stesso mese, e secondo l'ordine dato da Aman fu scritto questo a nome di Assuero a tutti i satrapi del re, e ai giudici delle provincie, e delle diverse nazioni in varj linguaggi, perchè potesse leggersi, e intendersi da ciascuna nazione; e la lettera fu sigillata col sigillo reale, E fu spedita in tutte le provincie per mezzo de corrieri del re, affinchè uccidessero, e sterminassero tutti i Giudei ragazzi, e vecchi, fanciulli, e donne, in uno stesso giorno, viene a dire, ai tredici del duodecimo mese detto Adar, e che dessero il sacco a tutti i loro beni. Artaserse re massimo dall'India sino all'Etiopia, ai principi, e governatori delle cento ventisette provincie soggette al suo impero, salute. Comandando io a moltissime nazioni, e avendo al mio dominio soggettata tutta la terra, non ho voluto abusare della mia gran possanza, ma governare con clemenza, e bontà i sudditi, affinchè senza timore alcuno menando tranquillamente la vita loro godessero della pace bramata da tutti i mortali. Or cercando io da' miei consiglieri in qual modo ciò potesse ottenersi, uno, che tutti gli altri sorpassava in saggezza, e fedeltà, ed era il secondo dopo del re, di nome Aman, Mi significò, esservi un popolo disperso per tutta la terra, vivente con leggi inusitate, e avverso ai costumi di tutte le genti, il quale disprezzava i comandi dei re, e colle sue dissensioni alterava la concordia di tutte le genti. Ciò avendo noi inteso, vcggcndo come una sola nazione contraria ad ogni specie d'uomini segue leggi perverse, e disubbidisce ai nostri ordini, e turba la concordia, e la pace delle provincie soggette a noi, A'quattordici del mese duodecimo.Dee intendersi che l'uccisione degli Ebrei dovea esser terminata a' quattordici, ovvero prima de' quattordici, essendo il giorno assegnato per essa il tredicesimo di Adar, come si è già veduto, cap. III. 12., IX. I., VIII. 12.Abbiam comandato, che tutti quelli, che saranno indicati da Aman (che ha la soprintendenza di tutte le provincie, ed è il secondo dopo del re, e il quale noi come padre onoriamo) siano sterminati da' loro nemici insieme colle mogli, e figliuoli ai quattordici del mese duo decimo Adar, di questo anno, e nissuno abbia di essi pietà: Affinchè questi uomini scelerati scendendo lo stesso dì nell'inferno, rendano al nostro impero la pace, che aveano turbata. E tale fu la sostanza della lettera.Ella è riportata per intiero nel capo XIII.E tale fu la sostanza della lettera, affinchè tutte le provincie ne fossero informate, e si preparassero pel giorno stabilito. Andavano in fretta i corrieri ad eseguire il comando reale: e subito fu affìsso in Susa l'editto in tempo, che il re, e Aman erano in solenne convito, e mentre tutti i Giudei, che stavano in quella città, erano in pianti.

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