Esther si presenta al re, e chiede, ch'ei vada con Antan al suo convito: ed ivi esilaratosi il re le domanda quel, che ella chiegga; ed ella invita di nuovo l'uno, e l'altro al convito del dì seguente. Frattanto Aman irato, perchè Mardocheo non gli rendè onore, ordina, che si prepari la croce.
Le edizioni qui presenti dispongono questo libro in modo diverso, così uno stesso numero di capitolo e versetto indica in ciascuna un testo diverso.
1Il terzo giorno.Egli è il terzo dì del digiuno. E andò nell'atrio interiore. Si direbbe: nell'anticamera.Il terzo giorno si vestì Esther del manto reale, e andò nell'atrio interiore dell'appartamento del re, e si fermò dirimpetto alla sala del re. Egli era assiso sul suo trono nel fondo del palazzo dirimpetto alla porta della sala.2Le presentò il bastone d'oro.In pegno di clemenza e di sicurezza.Or quando egli ebbe veduta la regina Esther, che si era soffermata, ella piacque a' suoi occhi, e le presentò il bastone di oro, che aveva in mano; ed ella si appressò, e baciò la punta del bastone.2a E il terzo giorno ella depose le vesti, che aveva intorno, e si ammantò del suo fasto. E in mezzo allo splendore degli abbigliamenti reali, invocato il Reggitore, e Salvatore di tutti Dio, prese seco due cameriere,Esther davanti al re
Gustave Doré (1832-1883), La Grande Bible de Tours (Alfred Mame et fils, Tours, 1866)
The Doré Bible Illustrations (Dover Publications, 1974) — Immagini fornite da Rev. Felix Just, S.J.2b Ad una delle quali ella si appoggiava come non potendo per la sua delicatezza, e fiacchezza sostenere il suo corpo:2c L'altra poi delle cameriere andava dietro alla sua signora, e reggeva le vesti, che strascicavan per terra.2d Ed ella aspersa il volto di colore di rosa, con occhi graziosi, e brillanti, nascondeva l'animo afflitto, e compreso da eccessivo timore.2e Passate adunque una dopo L'altra tutte le porte, si stette dinanzi al re assiso sul suo soglio reale, che era vestito del regio ammanto, e folgoreggiava per l'oro, e le pietre preziose, ed era di terribile aspetto.2f E avendo egli alzato lo sguardo, dimostrando negli occhi ardenti il furore dell'animo, la regina venne meno, e mutato in pallidezza il suo colore, piegò la vacillante testa sopra la cameriera.2g Ma Dio rivolse a clemenza il cuore del re, e frettoloso, e in timore sbalzò dal suo trono, e sorreggendola colle sue braccia, sino a tanto che fu rinvenuta, la accarezzava, dicendole:2h Che hai, o Esther? Io son tuo fratello; non temere:2i Tu non morrai: perocché questa legge è fatta per tutti, e non per te.2k Appressati adunque, e tocca lo scettro.2l E standosi ella in silenzio, prese il bastone di oro, e lo pose sul collo a lei, e baciolla, e disse: Perché non mi parli?2m Ed ella rispose: Io ho mirato te, o Signore, eome un Angelo di Dio, e il timore di tua magnificenza turbò il cuor mio.2n Perocché tu, o Signore, sei grandemente ammirabile, e la tua faccia è piena di grazie.2o E mentre così parlava, venne meno di bel nuovo, e perdo quasi ogni sentimento.2p E il re si turbava, e tutti i suoi ministri la consolavano.3 E dissele il re: Che vuoi tu, regina Esther? che domandi? Quand'anche tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data.4Lo supplica, che tu venga oggi da me.Esther nel suo impegno d'indurre il re a rivocare l'editto pubblicato contro i Giudei si conduce con somma prudenza e circospezione. Ella non espone a dirittura quello che aveva in cuore; domanda al re un'ultra grazia; ottenuta la quale sarà più facile a lei di ottenere dallo stesso re, che l'ama, tutto quello che più le preme.Ed ella rispose: Se così piace al re, io supplico, che tu venga oggi da a me, al convito da me preparato, e teco Aman.5 E subito il re disse: Si chiami Aman, affinchè faccia quello, che Esther vuole. Così il re, e Aman andarono al convito preparato dalla regina.6 E il re dopo che ebbe bevuto del vino in copia, le disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia dare? e che domandi tu? è Quand' anche tu chiedessi la metà del mio regno, la otterrai.7 Risposegli Esther: La mia domanda, e le mie preghiere son queste:8 Se io ho trovato grazia dinanzi a te, e se al re piace di concedermi quello, ch'io domando, e di esaudire la mia preghiera, venga il re, e Aman al convito, che io ho lor preparato, e domane svelerò al re le mie brame.9 Se n' andò dunque quel giorno Aman lieto, e festante. Ma avendo veduto Mardocheo, che sedeva dinanzi alle porte del palazzo, e che non solamente non si era alzato per salutarlo, ma neppur si era mosso dal posto, ove sedeva, ne prese ira grande:10 Ma dissimulando lo sdegno se ne tornò a casa sua, e convocò i suoi amici con Zares sua moglie:11 E rammentò loro le sue grandi ricchezze, la turba de' figliuoli, e a quanta gloria lo avesse innalzato il re sopra tutti i principi, e cortigiani suoi.12 E poscia disse: Anche la regina Esther nissun altro ha chiamato col re al convito fuori di me, e da lei desinerò anche domani col re.13 E contuttoché io mi abbia tante cose, non mi pare di aver nulla, fino a tanto che io vedrò il Giudeo Mardocheo a sedere dinanzi alla porta reale.14Ordina che si ammannisca una gran trave.Le croci più alte erano più ignominiose. Vedi Sveton. Galba, cap. 9. Una volta gli Ebrei bruciavano in un dato giorno una croce fingendo di farlo in memoria della croce preparata da Aman per Mardocheo, me in realtà per ischerno della Croce di Cristo. Fu però proibita ad essi una tal costumanza dagli imperadori Cristiani. Cod. Theod. lib.XVI. tit. 8.Ma Zares sua moglie, e gli amici tutti gli risposero: Ordina che si ammannisca una gran trave alta cinquanta cubiti; e domattina di' al re, che sia fatto ad essa appiccar Mardocheo, e così andrai contento al convito. Piacque a lui questo consiglio, e ordinò, che osse preparata la trave.