Seconda lettera ai Corinzi 6
Bibbia Martini
Public domain Fonte: scrutatio.it
Gli esorta a non trascurare la grazia ricevuti, e dimostra, quanto abbia sofferto per condursi da specchiato ministro di Cristo, e gli ammonisce a separarsi dal convitto, e dal consorzio degl'infedeli.
1 Or come cooperatori noi vi esortiamo, ec.Come cooperatori di Dio, come strumenti del primo agente, che è Dio, vi esortiamo a non rendere inutile il benefizio della riconciliazione.Or come cooperatori noi ti esortiamo, che non riceviate in vano la grazia, di Dio. 2 Ti esaudi nel tempo accettevole.Questo tempo, che si chiama accettevole, vale a dire, degno di essere con riconoscenza, ed amore accettato, questo tempo è il tempo dell'evangelio, in cui Dio volle di insigni benefizi ricolmare gli uomini per Gesù Cristo; e questo tempo giustamente ancora è chiamato giorno di salute. Le parole d'Isaia sono citate secondo i Settanta, e confrontano con l'Ebreo.Imperocché egli dice: ti esaudii nel tempo accettevole, e nel giorno di salute ti porsi soccorso. Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salute: 3 Non dando noi ad alcuno occasione ec.Ci guardiamo dal dare a chicchessia o infatti, o in parole argomento di scandalo, affinchè screditato non venga il ministero, conforme avviene allorchè la vita de' ministri non corrisponde alla loro dottrina.Non dando noi ad alcuno occasione d'inciampo, affinchè vituperato non sia il nostro ministero: 4 Ma diportiamoci in tutte le cose, come ministri di Dio, con molta pazienza, nelle titolazioni, nelle necessità, nelle angustie, 5 Nelle sedizioni.Vedi gli Atti XIII. 50. XIV. 2., XVI. 5. e altrove. Nelle fatiche. Ciò può riferirsi non solo ai lunghi, e penosi viaggi, e alla continua predicazione, ma anche al lavorar che faceva Paolo per guadagnarsi il vitto con le proprie mani.Nelle battiture, nelle prigionie, nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle vigilie, ne' digiuni, 6 Con la castità.Dopo la pazienza ne' mali, ai quali si trovava esposto l'apostolato, viene a noverare le virtù, e le doti necessarie al vero Apostolo, e il primo luogo a gran ragione egli lo dà alla castità dell'animo, e del corpo. La gelosa attenzione di Paolo nel custodire questa virtù tanto essenziale alla buona fama, e al frutto del ministero si scorge da vari luoghi di queste lettere. Vedi 1. Cor. IX. 5. 27. Con la scienza. Intende la scienza delle cose divine, e principalmente de' misteri di Cristo, la scienza de' santi. Con lo Spirito santo. Con i doni dello Spirito santo, pe' quali distinguesi il vero Apostolo. Con la carità non simulata. Con una carità, che sia non di nude parole, ma di fatti, in virtù della quale la salute de' prossimi si procuri anche a costo de' maggiori pericoli. Vedi il cap. XI. e XII.Con la castità, con la scienza, con la mansuetudine, con la soavità, con lo Spirito santo, con la carità non simulata, 7 Con la parola di verità.Predicando il Vangelo puro, e schietto, non adulterato con le profane novità. Vedi sopra II. 17., IV. 2. Con la virtù di Dio, con le armi della giustizia a destra, ed a sinistra. Significa, che la parola di verità è efficace per la sola virtù e potenza di Dio, il quale arma i suoi ministri con le armi della giustizia; arma la loro destra con la spada dello zelo per combattere l'empietà, e il peccato; arma la loro sinistra con lo scudo dell'equità per difendere la verità, la giustizia, e l'innocenza.Con la parola di verità, con la virtù di Dio, con le armi della giustizia a destra, ed a sinistra; 8 Per mezzo della gloria, e della ignominia; ec.Bene, o male, che di noi parlino, o pensino gli uomini, noi non manchiamo ai doveri del nostro ministero; l'ignominia o l'onore, l'infamia, o il buon nome, l'essere stimati veritieri, o seduttori, l'esser trattati come persone ignote, e oscure, benchè siam pur conosciuti da tutti, tutto cio è una stessa cosa per noi; l'approvazione, o i disprezzi degli uomini non ci fanno torcere un solo punto dal nostro cammino.Per mezzo della gloria, e della ignominia; per mezzo dell'infamia, e del buon nome: come seduttori, eppur veraci: come ignoti, ma pur conosciuti: 9 Come moribondi, ed ecco, che siamo vivi: come gastigati, ec.Siamo quasi ad ogn'ora tra le fauci della morte, tanti sono i pericoli, ne' quali ci ritroviamo, ma pur eccoci tuttora vivi, perchè Dio ci sostiene, ed egli è, che co' diversi flagelli ci gastiga, e corregge, ma non ci lascia in poter della morte, psalm. 118. 18. I santi, qual'era Paolo, non hanno bisogno de' flagelli per esser emendati, e corretti; ma ne hanno bisogno per essere provati, e per avanzare nel bene e nella perfezione.Come moribondi, ed ecco, che siamo vivi: come gastigati, ma non uccisi: 10 Quasi malinconici, e pur sempre allegri.Tra tante avversità, e patimenti sembra, che dobbiamo essere sempre nella tristezza; ma noi siam ricolmi di gaudio per la testimonianza della buona coscienza, per le consolazioni, che ci dà Iddio, e per l'onore che a noi reca il patire per Cristo. Quasi mendichi, ma che molti facciamo ricchi: quasi destituti ec. Spogliati come noi siamo di ogni sostanza terrena, molti ricolmiamo di ricchezze spirituali, dei doni dello Spirito; e quantunque nulla abbiamo in questo mondo, dapoichè tutto abbiam lasciato per Cristo, siamo come possessori di tutte le cose, perchè nella estrema nostra povertà siamo contenti, ed ella è anzi la vera nostra ricchezza.Quasi malinconici, e pur sempre allegri: quasi mendichi, ma che molti facciamo ricchi: quasi destituti di tutto, e possessori di ogni cosa. 11 La nostra bocca è aperta per voi... il cuor nostro ec.Voi vedete, o Corinti, con qual confidenza e libertà lo parli con voi, nulla a voi nascondendo delle cose mie, che è il segno massimo della vera amicizia; il mio cuore si apre, e dilatasi alla dolce consolazione di parlare con voi, e di raccontarvi quello che noi facciamo, e sopportiamo per gloria del Vangelo.La nostra bocca è aperta pur voi, o Corinti, il cuor nostro è dilatato. 12 Voi non siete allo stretto dentro di noi: ma siete ec.Voi siete al largo nel nostro cuore, il quale è dilatato per l'affetto grande, che io ho per voi; ma le vostre viscere non sono come le nostre, e il vostro amore per noi non corrisponde a quello che a voi portiamo, anzi è molto angusto, e ristretto.Voi non siete allo stretto dentro di noi: ma siete in istrettezza nelle vostre viscere: 13 Ma per egual contraccambio ec.Come da figliuoli (i quali non debbono riamare con parsimonia) chieggo io da voi una eguale corrispondenza in amore. Vedi il Grisostomo.Ma per egual contraccambio (parlo come a' figliuoli) dilatatevi anche voi. 14 Non vogliate unirvi a uno stesso giogo ec.Questa proibizione dell'Apostolo la maggior parte degli Interpreti la intendono del commercio con gl'infedeli particolarmente in tutto quello, che può offendere la religione; e di ciò ha egli parlato nella sua prima lettera. Altri la spiegano del matrimonio da non contrarsi da una persona fedele con un infedele. Fa qui l'Apostolo allusione alla proibizione del Deuteronomio, XXII. 10. di non porre sotto lo stesso giogo animali di specie differenti.Non vogliate unirvi a uno stesso giogo con gl' infedeli. Imperocché qual consorzio della giustizia con la iniquità? O qual società della luce con le tenebre? 15 Qual concerto di Cristo con Belial?Secondo l'etimologia di s. Girolamo, Belial significa un uomo, che non ha giogo, vale a dire uom senza legge, un empio, un i dolatra.E qual concerto di Cristo con Belial? O che ha di comune il fedele con l'infedele? 16 E qual consuonanza ha il tempio di Dio co' simolacri? Imperocché voi siete tempio di Dio vivo, come dice Dio: abiterò in essi, e camminerò tra di loro, e sarò loro Dio, ed eglino saranno mio popolo. E qual consonanza ha il tempio di Dio coi simulacri?Può egli mai darsi, che si accordino tra loro cose tanto diverse, come sono il tempio di Dio, e i simulacri co' loro adoratori? Or voi siete tempio di Dio. 17 Per la qual cosa uscite di mezzo ad essi, e separatevene (dice il Signore) e non toccate l'immondo: E non toccate l'immondo.Per nome d'immondo s'intende l'uomo infedele, l'idolatra. 18 Ed io vi accoglierò: e sarovvi padre, e voi mi sarete figli, e figlie, dice il Signore onnipotente. Ed io vi accoglierò: e sarovvi ec.Tenendovi separati dagl'infedeli non sarete perciò desolati, mentre abbandonando la società di quelli passerete ad avere società e amicizia strettissima con me. E sarovvi padre. Vi adotterò in miei figliuoli, e figlie. Alcuni Interpreti credono, che dal nominarsi qui l'uno, e l'altro sesso debba inferirsi, che la proibizione dell'Apostolo riguardi il matrimonio de' fedeli con gl'infedeli. Queste parole s. Tommaso le crede tratte dal secondo dei Re, VII. 14.
Citato in 89
- Questo capitolo Ecclesiam Suam(§62)
- v. 1 Summa (EN)(III 82.10)Mediator Dei(§33
§36 Sacrosanctum Concilium(§11)§50) - v. 2 CCC(¶1041)Ecclesia In Oceania(§18)Gaudium et Spes(§10
§82) Paenitentiam Agere(§24§39) Pastores Dabo Vobis(§80) - v. 3 Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)
- v. 4 CCC(¶859)Summa (EN)(I-II 107.4)Ad Gentes(§24)Fin Dal Principio(§3)Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)
- v. 5 Summa (EN)(II-II 147.1
II-II 151.3 Haerent Animo(§12)Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)II-II 187.3 III 41.3) - v. 6 Summa (EN)(II-II 147.1
II-II 151.3 Dignitatis Humanae(§14)Haerent Animo(§12)Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)II-II 187.3) - v. 7 Summa (EN)(III 41.3)Dignitatis Humanae(§14)Haerent Animo(§12)Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)
- v. 8 Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)
- v. 9 Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4)
- v. 10 Gaudium et Spes(§34
§37) Pastores Dabo Vobis(§75)Spes Non Confundit(§4) - v. 11 CCC(¶1695
¶2813) Summa (EN)(I-II 33.1II-II 24.7) Ad Petri Cathedram(§52§98) - v. 13 Sacerdotalis Caelibatus(§56)
- v. 14 Summa (EN)(I 8.1
I 64.1 Domande(Marrying someone who is not Catholic)Ecclesiam Suam(§32II-II 172.6 III 46.11 III 47.3 III 52.2 III 68.4 Suppl 59.1) §35 Presbyterorum Ordinis(§3)Quod Apostolici Muneris(§5)§64) - v. 15 Summa (EN)(II-II 172.6
III 27.4 Domande(Marrying someone who is not Catholic)Ecclesiam Suam(§32III 55.4 Suppl 59.4) §35 Presbyterorum Ordinis(§3)Spe Salvi(§28)§64) - v. 16 CCC(¶797
¶1179) Domande(Marrying someone who is not Catholic)Aeterna Dei Sapientia(§31§75) Ecclesiam Suam(§32§64) - v. 17 Summa (EN)(I-II 102.5
II-II 25.6) - v. 18 CCC(¶270)