Vangelo secondo Giovanni 10
Bibbia Martini
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Descrive il vero pastore, e il mercenario. Cristo è la porta delle pecorelle, e il buon pastore: il quale ha ancora altre pecorelle da condurre allo stesso ovile; e pone la sua vita per nuovamente ripigliarla. I Giudei vogliono lapidarlo, perchè sulla testimonianza delle opere sue diceva, se essere una stessa cosa col Padre, e di essere il Figliuolo di Dio; la qual proposizione dimostra, che non è una bestemmia.
1 In verità vi dico.I Farisei avevano cacciato il cieco dalla Sinagoga; avevano dichiarato, che Cristo era un seduttore, si spacciavano per soli maestri,e pastori del popolo: quindi prende egli occasione di trattare dell'uffizio del vero pastore, e di assegnarne i caratteri, i quali fa vedere, che non concorrevano nelle persone di coloro, che si arrogavano tale uffizio. Col nome di unico, e vero pastore era stato nominato il Messia da' profeti, e particolarmente da Ezechiello, XXXIV. 23., onde dimostrando Cristo, come egli è quel pastore, dimostra insieme di essere il Messia. Chi non entra... per la porta, ma ec. È questo una maniera di proverbio, il quale applicato al caso, di cui si parla, vuol dire: colui, che nel ministero, e nel governo della Chiesa si intrude per propria elezione, e non vi è collocato da autorità superiore, cioè da Dio, non può essere se non un ladrone, perchè usurpa l'altrui; un assassino, perchè non è atto a pascere, ma solo ad uccidere.In verità, in verità vi dico: chi non entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per altra parte, è ladrone, e assassino. 2 Ma quegli, che entra per la porta è pastore delle pecorelle. 3 A lui apre il portinaio.Con queste parole non altro si vuole, che spiegare, come il vero pastore è conosciuto nell'ovile: imperocchè non è necessario, come altrove abbiam detto, che nelle parabole abbia ciascuna parte la sua corrispondenza nella cosa significata; contuttociò altri credono, che il portinaio sia Dio medesimo, da cui sono mandati i pastori. Chiama per nome le sue ec. Le conosce distintamente a una a una, perchè, come dice l'Apostolo, 2. Tim. II.19., il Signore conosce que' che son suoi.A lui apre il portinaio, e le pecorelle ascoltano la sua voce, ed egli chiama per nome le sue pecorelle, e le mena fuora. 4 Cammina innanzi ad esse.Mostrando alle pecorelle la vera strada, e sicura, viene cosi ad accennare il debito, che hanno i pastori di anime di precedere coll'esempio, e di esser norma del gregge.E quando ha messe fuora le sue pecorelle, cammina innanzi ad esse: e le pecorelle lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Ma non vanno dietro a uno straniero, anzi fuggon da lui: perché la voce non conoscono degli stranieri. 6 Questa similitudine fu loro detta da Gesù. Ma quelli non compresero quel, ch'egli dicesse loro. 7 Io sono porta alle pecorelle.Nè pecorella, nè pastore non può entrare nell'ovile, se non vi è introdotto da me.Disse adunque loro nuovamente: Gesù: In verità, in verità vi dico, ch'io sono porta alle pecorelle. 8 Quanti son venuti, ec.È molto probabile, che i falsi pastori condannati in questo luogo da Cristo, siano i maestri delle tre Sette dominanti in quel tempo nella Sinagoga, i Farisei, i Sadducei, e gli Esseni, da' quali era malamente guidato il popolo già da gran tempo, e i quali tutti si univano nell'odiar, e perseguitar Cristo. V'ha chi pretende, che ciò debba intendersi degl'impostori, che ardirono di prendere il titolo di pastore, e di spacciarsi ciascuno pel vero Messia. Sappiamo però dalle storie, che moltissimi di tali impostori, e falsi Cristi usciron fuora dopo la morte di Gesù Cristo; ma prima della sua venuta appena un solo potrà forse trovarsi; donde un forte argomento ricavasi della perfidia degli Ebrei: Imperocchè non d'altronde potea nascere l'ardire, che ebbero tanti scellerati uomini di arrogarsi la dignità di Messia dopo solamente la venuta del vero Cristo, se non dalla comune tradizione, che fosse quello il tempo, in cui questo Liberatore doveva comparire. Le pecorelle non gli hanno ascoltati. E propria dei veri fedeli non meno l'avversione dai falsi pastori, che la ub bidienza, e la sommissione ai veri, e legittimi.Quanti son venuti, sono tutti ladri, e assassini, e le pecorelle non gli hanno ascoltati. 9 Ed entrerà, e uscirà.Questa maniera di parlare vuol dire, che in qualunque luogo e dentro e fuori, e dovunque volga i suoi passi, l'anima fedele, troverà pascoli di vita eterna.Io sono la porta. Chi per me passerà, sarà salvo: ed entrerà, e uscirà, e troverà pascoli. 10 E siano nell'abbondanza.Non avranno solamente la vita eterna, ma con essa ogni sorta di bene, e tutte le delizie della casa di Dio.Il ladro non viene, se non per rubare, e uccidere, e disperdere. Io sono venuto, perché abbiano vita, e siano nell'abbondanza. 11 Io sono il buon Pastore.Il vero Pastore, quel Pastore per eccellenza, del quale hanno tante volte parlato i profeti: Pastore, che non sono solamente guardiano, e custode delle pecorelle, ma Signore di esse.Io sono il buon Pastore. Il buon pastore da la vita per le sue pecorelle. 12 Il mercenario.Colui, che le pecore non sue governa solo per amor del guadagno, non per l'affetto, che ad esse porti, o al padrone.Il mercenario poi, e quei, che non è pastore, di cui proprie non sono le pecorelle, vede venire il lupo, e lascia le pecorelle, e fugge: e il lupo rapisce, e disperge le pecorelle. 13 Il mercenario fugge, perché è mercenario, e non gli cale delle pecorelle. 14 Conosco le mie.Dovunque siansi, in qualunque parte vadano errando senza segno esteriore alcuno, che dalle altre, che mie non sono, le distingua, io pur le conosco tutte, e tutte presenti sono al mio cuore,e all'amor mio. Sopra di che vuolsi osservare, che in tutto questo ragionamento Cristo si trasporta in ispirito alla futura sua Chiesa composta della Gentilità, e del Giudaismo riunito in un sol gregge, e sotto un solo pastore. E le mie conoscono me. Sanno l'amore, che ho per esse, e vicendevolmente mi amano, come loro Pastore, e Salvatore.Io sono il buon Pastore: e conosco le mie, e le mie conoscono me. 15 Come il Padre conosce me, e io ec.Non solamente in questo luogo, ma anche altrove più volteparagona Cristo l'unione di amore, che è tra lui, e le sue pecorelle, o sia le anime fedeli, a quella stessa unione, che è tra lui, e il celeste suo Padre. Vedi Joan. VI.56,57., e XVII. 23. E sebbene non uguaglianza, ma solamente similitudine vuol intendersi delle due unioni, nulladimeno quanto è glorioso per l'uomo un tal paragone!Come il Padre conosce me, e io conosco il Padre: e do la mia vita pero le mie pecorelle. 16 E ho dell'altre pecorelle.Viene a spiegare più chia ramente, che la sua greggia doveva essere composta non di soli Ebrei, ma ancor di Gentili,pei quali ancora dovea dar la sua vita. E sarà un solo gregge, e un solo pastore. Come io sono il solo, e unico vero Pastore, così rotto il muro di divisione farassi de' due popoli, Ebreo e Gentile,un solo gregge, una sola Chiesa.E ho dell'altre pecorelle, le quali, non sono di questa greggia: anche queste fa d'uopo, che io raguni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo gregge, e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre.Tralle ragioni, che ha il Padre di amarmi, una si è questa: perchè sacrifico la mia vita per la salute delle mie pecorelle. Per nuovamente ripigliarla. Abbiam procurato di esprimere la forza di questa giunta, che fa Cristo alla sua precedente proposizione, quasi dir voglia; ho detto, che do la mia vita, che la depongo, e me ne spoglio per le mie pecorelle: questo vuol dire, che io non mi espongo alla morte per essere sua preda, nè per soggettarmi al suo dominio, come gli altri uomini; mi spoglio della vita, come uno si spoglia di un vestimento per ripigliarlo quando che voglia; muoio per risuscitare, muoio per trion far della morte.Per questo mi ama il Padre: perché depongo la mia vita per nuovamente ripigliarla. 18 Sono padrone di deporla, e sono ec.Questa assoluta padronanza sopra la vita, e sopra la morte non può appartenere ad altri, che all'Uomo Dio. E se Dio si dimostra in queste parole, come uomo parla quando soggiugne, che e nel morire, e nel risuscitare altro non fa, che adempire la volontà dell'eterno suo Padre.Nissuno a me la toglie: ma io la depongo da me stesso, e sono padrone di deporla, e sono padrone di riprenderla: questo è il comandamento, che ho ricevuto dal Padre mio. 19 Nacque nuovamente scisma fra i Giudei per causa di questi discorsi. 20 Imperocché molti di essi dicevano: Egli è indemoniato, e ha perduto il senno: perché state a sentirlo? 21 Altri dicevano: discorsi come questi non sono da indemoniato: può forse il Demonio aprire gli occhi a' ciechi? 22 E si faceva . .. la festa della Sagra.Era stata questa festa di otto giorni istituita da Giuda Maccabeo in memoria della purificazione fatta da lui nel tempio, dopo le profanazioni in esso commesse per ordine di Antioco, soprannominato l'Illustre, e chiamasi anche la festa de' lumi, o vero i lumi, perchè si facevano grandi illuminazioni anche la notte alle case. Questa festa cadeva in dicembre.E si faceva in Gerusalemme la festa della Sagra: ed era d'inverno. 23 E Gesù camminava pel Tempio nel portico di Salomone. 24 Se gli affollarono perciò d'intorno i Giudei, e gli dicevano: fino a quando terrai tu in sospeso gli animi nostri? Se tu se' Cristo, dillo a noi apertamente. 25 Ve l'ho detto.Più volte e infatti e in parole; e se oscure vi sembrano le mie parole, le opere mie non lascian luogo a difficoltà. Io fo tutto quello che i profeti han pre detto, che dee fare il Messia.Rispose loro Gesù: ve l'ho detto, e voi non credete: le opere, che io fo nel nome del Padre mio, queste parlano a favor mio. 26 Non credete, perchè non siete ec.La cagione della vostra incredulità non è nella oscurità del mio linguaggio, non è in me, ma bensì in voi. Voi non siete di quel gregge, che è stato a me confidato dal Padre, e per colpa vostra nol siete.Ma voi non credete, perché non siete del numero delle mie pecorelle. 27 Le mie pecorelle ascoltano la mia voce: e io le conosco, ed elleno mi tengono dietro. 28 E non periranno in eterno, e nissuno ec.Non si per deranno giammai, dice s. Agostino; perchè avendole Dio per pura misericordia predestinate alla gloria, ha preparato tutte le grazie, mediante le quali infallibilmente per vengano alla salute.Ed io do ad esse la vita eterna: e non periranno in eterno, e nissuno le strapperà a me di mano. 29 Quello, che il Padre ec.Il testo Greco legge: Il Padre mio, che a me le consegnò ec. E così verrebbe ad esporre, e dichiarare quello che aveva detto, che nissuno può rapire a lui di mano le pecorelle consegnategli dal Padre; conciossiachè questi è infinitamente più forte, e più potente per salvarle, che non sono tutti insieme i nemici per offenderle, e trarle in rovina. Ma la lezione della Volgata si trova in s. Cirillo, in s. Agostino, in s. Ilario, e iti altri Padri: Quello che il Padre mio ha dato a me, sorpassa ogni cosa: lo che intendono della natura divina comunicata al Figliuolo dal Padre nella terza sua generazione. E ciò egualmente prova, come nissuno potrà rapire dalle mani del Figliuolo le pecorelle a lui affidate dal Padre, perchè nissuna possanza può essere uguale a quella di lui, che è Dio come il Padre.Quello, che il Padre ha dato a me, sorpassa ogni cosa: e niuno può rapirle di mano del Padre mio. 30 Io, e il Padre siamo ec.Se dalle mani del Padre nessunò può strappare le sue pecorelle, nè meno potrà alcuno strapparle dalle mie mani, perchè una cosa stessa siamo io, e il Padre; onde è lo stesso l'essere quelle da me custodite, e difese, e l'essere custodite, e difese dal Padre. Dicendo una cosa sola esprime l'unità di natura; dicendo siamo esprime la distinzione delle persone.Io, e il Padre siamo una cosa sola. 31 Dieder perciò... di piglio ec.Inteser benissimo, com'egli dicevasi Dio, e perciò accesi di rabbia vollero lapidarlo come reo di bestemmia.Dieder perciò i Giudei di piglio alle pietre per lapidarlo. 32 Molte buone opere vi ho fatto vedere per virtù del Padre.Queste opere, le quali essendo manifesti segni di una potenza superiore a tutte le forze della natura, sono insieme una solenne approvazione divina della dottrina, che io predico: non meritano certamente, che voi mi trattiate senz'altro riflesso come bestemmiatore; meritano piuttosto di essere considerate, e pesate in un retto giudicio affin di decidere, se tanto possa Dio permettere di fare a un impostore, e a un falso profeta.Disse loro Gesù: Molte buone opere vi ho fatto vedere per virtù del Padre mio, per quale di queste opere mi lapidate? 33 Gli risposero i Giudei, e dissero: Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia: e perché tu essendo uomo, fai Dio te stesso. 34 Io dissi: siete dii?Queste parole sono del Salmo LXXXII., e sono dette a' giudici d'Israele deputati da Dio per governare, e amministrare a nome di lui la giustizia. Dice Cristo, che queste parole erano scritte nella legge, perchè col nome di legge intendevasi sovente tutto quello che noi diciamo vecchio Testamento.Rispose loro Gesù: Non è egli scritto nella vostra legge: Io dissi: siete dii? 35 Se dii chiamò quelli, a' quali ec.Se coloro, a'quali la parola di Dio fu diretta, in virtù della quale furono destinati a reggere, e governare Israele, dii si appellano, perchè ad essi comunicata fu da Dio stesso una porzione della sua potestà, nè può riconvenirsi df'errore la Scrittura; come potrò essere accusato di bestemmia, per aver detto di essere Figliuolo di Dio, io, parola del Padre, io, che sono stato santificato dal Padre, da cui nell'eterna generazione ricevetti insieme con l'essere di Dio la pienezza della santità; io, che dal Padre sono stato mandato al mondo Salvatore, e Re di tutte le genti, e non di un solo popolo, sarò reo di bestemmia, chiamandomi Figliuol di Dio? Così Gesù Cristo non solo distrugge evidentemente l'accusa datagli di bestemmiatore, ma con nuovi argomenti conferma la sua divinità. Vedi s. Agost. tract. 48. in Joan.Se dii chiamò quegli, ai quali Dio parlò, e la Scrittura non può mancare: 36 Se dii chiamò quelli, a' quali ec.Se coloro, a'quali la parola di Dio fu diretta, in virtù della quale furono destinati a reggere, e governare Israele, dii si appellano, perchè ad essi comunicata fu da Dio stesso una porzione della sua potestà, nè può riconvenirsi df'errore la Scrittura; come potrò essere accusato di bestemmia, per aver detto di essere Figliuolo di Dio, io, parola del Padre, io, che sono stato santificato dal Padre, da cui nell'eterna generazione ricevetti insieme con l'essere di Dio la pienezza della santità; io, che dal Padre sono stato mandato al mondo Salvatore, e Re di tutte le genti, e non di un solo popolo, sarò reo di bestemmia, chiamandomi Figliuol di Dio? Così Gesù Cristo non solo distrugge evidentemente l'accusa datagli di bestemmiatore, ma con nuovi argomenti conferma la sua divinità. Vedi s. Agost. tract. 48. in Joan.Io cui il Padre ha santificato, mandato al mondo, voi dite: Perché tu bestemmii, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? 37 Se non fo le opere del Padre mio.Se in tutto quello, che fo, non apparisce una virtù divina, una maniera di agire degna di Dio, e propria solamente di Dio, Son contento, che neghiate a me fede.Se non fo le opere del Padre mio non mi credete. 38 Il Padre è in me, e io nel Padre.Le opere, che io fo, portano tutte il carattere della divinità. Intendete perciò, e confessate una volta, che il Padre non è, se non quello, che io sono; e io non sono, se non quello, che è il Padre, chè come egli è Dio, io pur lo sono, di una stessa natura con lui, e di una stessa potenza.Ma se le fo, quando non vogliate credere a me, credete alle opere, onde conosciate, e crediate, che il Padre è in me, e io nel Padre. 39 Tentavano pertanto ec.Udito, come egli avea evidentemente mostrata falsa, e irragionevole l'accusa da tagli di bestemmiatore, non ardiscono più di tentare di lapidarlo, ma cercano di mettergli le mani addosso per presentarlo al Sinedrio, che avrebbe cercati altri pretesti per levarlo dal mondo. Uscì dalle loro mani. Con tutta quiete si ritirò, facendo di bel nuovo vedere a' suoi nemici, quanto fosse a lui facile il render vani i loro attentati.Tentavano pertanto di prenderlo, ma egli usci dalle loro mani. 40 Dove Giovanni avea dato principio ec.Ha aggiunto l'Evangelista questa particolarità, perchè si intendesse, che avea Cristo voluto, ritirandosi in quel luogo, rammentare al popolo la testimonianza, che quivi gli avea renduto il santo Precursore.E se n' andò di nuovo di lì dal Giordano in quel luogo, dove Giovanni avea dato principio a battezzare: e quivi si fermò. 41 In quanto a Giovanni ec.Giovanni non fece nissun miracolo, e nondimeno poco mancò, che noi nol riconoscessimo per Messia. Giovanni tanto venerato da noi disse, che Gesù era infinitamente di sè maggiore, che era l'Agnello di Dio, che toglieva i peccati del mondo: Gesù ha provato coll'opere, che quanto avea detto Giovanni, era la verità; che vi vuol egli di vantaggio, perchè Gesù credasi il Cristo, il Messia tanto bramato? Ragiona mento semplice, ma senza replica contro l'ostinazione della Sinagoga.E andarono molti da lui, e dicevano: in quanto a Giovanni ei non fece nissun miracolo. 42 E tutto quello, che di costui disse Giovanni, era la verità. E molti credettero in lui.
Citato in 396
- Questo capitolo Fulgens Corona(§44)Redemptoris Missio(§89)
- v. 1 CCC(¶754
¶764) Ad Apostolorum Principis(§27§42) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 Redemptoris Missio(§89)§37) - v. 2 CCC(¶754
¶764) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 §37) - v. 3 CCC(¶754
¶764 Christifideles Laici(§58¶2158 ¶2167) §68) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Fidei(§30)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 Pastores Dabo Vobis(§22)Pastores Gregis(§1)Sacra Virginitas(§41)§37) - v. 4 CCC(¶754
¶764 Ad Apostolorum Principis(§42)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Fidei(§30)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16¶1829) §36 Pastores Gregis(§66)Princeps Pastorum(§15§37) §28 §31) - v. 5 CCC(¶754
¶764) Ad Apostolorum Principis(§27§42) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Fidei(§30)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 §37) - v. 6 CCC(¶754
¶764) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 §37) - v. 7 CCC(¶754
¶764) Summa (EN)(Suppl 17.1)Evangelica Testificatio(§23)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Incarnationis Mysterium(§8)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 Spes Non Confundit(§1)§37) - v. 8 CCC(¶754
¶764) Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§16§36 §37) - v. 9 CCC(¶754
¶764) Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(16) Summa (EN)(Suppl 90.2)Ecclesia In Medio Oriente(§9)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§36§37) Princeps Pastorum(§28§31) Spes Non Confundit(§1) - v. 10 CCC(¶754
¶764) Summa (EN)(III 50.1III 55.5) Preghiere Comuni(Via Crucis)Christus Vivit(§128)Ecclesia In Asia(§2§8 Ecclesia In Europa(§21)Ecclesia In Oceania(§30)Editae Saepe(§29)Evangelii Gaudium(§75)Evangelii Nuntiandi(§61)Evangelium Vitae(§1§50) §28 Haurietis Aquas(§9)Humani Generis Redemptionem(§102)Immortale Dei(§5§29 §102) §8 Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Magnifica Humanitas(§11)Mystici Corporis Christi(§36§14) §37) Pastor Bonus(§14)Pastores Dabo Vobis(§13)Princeps Pastorum(§28§31) Redemptor Hominis(§6§22) Redemptoris Missio(§31)Spe Salvi(§27)Summi Pontificatus(§11)Verbum Domini(§2§23) Vitae Mysterium(§2) - v. 11 CCC(¶553
¶754 Summa (EN)(II-II 185.4)Africae Munus(§167)Apostolos Suos(§12)Christifideles Laici(§21¶764) §31) Ecclesia In America(§28)Editae Saepe(§38)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lebanon(§27)Lumen Gentium(§6§27) Mystici Corporis Christi(§36§37) Pastor Bonus(§1)Pastores Dabo Vobis(§1§13 Pastores Gregis(§42)Presbyterorum Ordinis(§3§22 §40 §49 §64 §65) §5 Princeps Pastorum(§15§13) §28 Satis Cognitum(§32)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19)§31) - v. 12 CCC(¶754
¶764) Summa (EN)(I-II 113.5II-II 185.5) Africae Munus(§167)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§36§37) Pastores Dabo Vobis(§13)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19) - v. 13 CCC(¶754
¶764) Africae Munus(§167)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§36§37) Pastores Dabo Vobis(§13)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19) - v. 14 CCC(¶754
¶764) Africae Munus(§167)Evangelii Nuntiandi(§61)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§36§37) Pastor Bonus(§1)Pastores Dabo Vobis(§13§22) Perfectae Caritatis(§14)Presbyterorum Ordinis(§3)Princeps Pastorum(§15§28) Sacra Virginitas(§41§43) Sacramentum Caritatis(§23)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19)Vita Consecrata(§16) - v. 15 CCC(¶754
¶764) Summa (EN)(II-II 184.5)Africae Munus(§167)Ecclesia de Eucharistia(§13)Evangelica Testificatio(§23)Evangelii Nuntiandi(§61)Evangelium Vitae(§47)Gaudete In Domino(§24)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Lumen Gentium(§6)Mystici Corporis Christi(§36§37) Pastores Dabo Vobis(§13§49) Perfectae Caritatis(§14)Presbyterorum Ordinis(§3)Redemptoris Missio(§49)Sacramentum Caritatis(§23)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19) - v. 16 CCC(¶60
¶754 Summa (EN)(III 35.8)Ad Catholici Sacerdotii(§37¶764) §42) Ad Petri Cathedram(§32§60) Aeterna Dei Sapientia(§29)Africae Munus(§167)Evangelica Testificatio(§23)Evangelii Nuntiandi(§61)Evangelii Praecones(§3§16) Evangelium Vitae(§47)Fulgens Corona(§39)Haurietis Aquas(§9)Laborem Exercens(§26)Mortalium Animos(§8)Mystici Corporis Christi(§36§37) Paenitentiam Agere(§13§25) Pastores Dabo Vobis(§13§22 Pastores Gregis(§42§23) §66) Perfectae Caritatis(§14)Presbyterorum Ordinis(§3)Princeps Pastorum(§2§5) Redemptor Hominis(§1§6) Redemptoris Missio(§49)Sacrosanctum Concilium(§2)Satis Cognitum(§44)Ut Unum Sint(§94)Veritatis Splendor(§19) - v. 17 CCC(¶606
¶614 Compendio(130)Summa (EN)(III 5.4)Africae Munus(§167)Dominicae Cenae(§8)Ecclesia de Eucharistia(§13)Evangelica Testificatio(§23)Evangelium Vitae(§47)Gaudete In Domino(§24)Haurietis Aquas(§9)Mystici Corporis Christi(§36¶649 ¶764) §37) Perfectae Caritatis(§14)Redemptionis Donum(§13)Ut Unum Sint(§94) - v. 18 CCC(¶609
¶614 Summa (EN)(III 5.3¶649 ¶764) III 47.1 Africae Munus(§167)Ecclesia de Eucharistia(§13)Evangelica Testificatio(§23)Lebanon(§27)Mystici Corporis Christi(§36III 47.2 III 50.3 III 53.4) §37) Perfectae Caritatis(§14)Redemptionis Donum(§13)Ut Unum Sint(§94) - v. 19 CCC(¶595
¶596 ¶764) - v. 20 CCC(¶574
¶595 ¶764) - v. 21 CCC(¶595
¶764) - v. 22 CCC(¶583)
- v. 23 CCC(¶583)
- v. 25 CCC(¶548
¶582) - v. 27 Summa (EN)(I-II 108.4)Satis Cognitum(§44)
- v. 28 Dominum Et Vivificantem(§37)
- v. 30 CCC(¶590)Summa (EN)(I 39.2
III 17.1) Dilexit Nos(§72)Sempiternus Rex Christus(§37)Vita Consecrata(§16§22) - v. 31 CCC(¶548
¶574) - v. 32 CCC(¶548)
- v. 33 CCC(¶548
¶574 ¶589 ¶594) - v. 34 CCC(¶548)
- v. 35 CCC(¶548)Spiritus Paraclitus(§29
§31) Verbum Domini(§40) - v. 36 CCC(¶437
¶444 Summa (EN)(III 34.1)Ad Gentes(§3)Dominicae Cenae(§8)Lumen Gentium(§28)Presbyterorum Ordinis(§2¶548 ¶591 ¶1562) §4 Vita Consecrata(§22§12) §72) - v. 37 CCC(¶548
¶582 Satis Cognitum(§13)¶591) - v. 38 CCC(¶548
¶582 Summa (EN)(I 39.2¶591) III 43.1) Novo Millennio Ineunte(§24)Satis Cognitum(§13) - v. 41 Summa (EN)(III 27.5
III 38.2)