Giobbe 34
Bibbia Martini
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Eliu nuovamente dalle parole di Giobbe lo accusa di bestemmia, e di altri delitti, mostrando l'equità del divino giudizio, e come alla potenza, e scienza di lui tutte le cose sono soggette.
1 Ricomincio adunque Elia, e soggiunse: 2 Voi sapienti ascoltate.Avea prima biasimati i tre amici di Giobbe, perchè voleva egli parlare: adesso li loda perchè approvino il suo parlare. Questo è il fare di quegli uomini amanti di loro stessi, che riferiscono ogni cosa alla loro gloriaVoi sapienti ascoltate le mie parole: voi prudenti prestatemi attenzione: 3 L'orecchio giudice de' discorsi, come ec.Chieggo che mi ascoltiate con attenzione, perchè le orecchie intente, applicate a quel che si dice, svegliano l'attenzion della mente, e la rendono capace di giudicare delle cose.Perocché l'orecchio giudica dei discorsi, come il palato discerne i cibi. 4 Discutiamo noi in comune la causa, e vediamo tra noi quello, che sia più vero. 5 Ma Dio ha sovvertita la mia causa.Notisi, che nell'Ebreo sono le stesse parole dette da Giobbe, cap. XXVII. 2. Abbiam veduto in quel senso fossero dette da Giobbe queste parole, le quali sono interpretate in cattivo senso da Eiiu per quindi condannar Giobbe di falsità, e d'insolenza e arroganza contro lo stesso Dio. Notisi ancora, che la differenza tra' due verbi abstulit, e subvertit, non la differenza di sentimento, perocchè nell'Ebreo e in ambedue i luoghi la stessa coce, e l'autore della volgata colla parola sovvertire ha voluto esprimere la querela di Giobbe, il quale dolevasi, che Dio aggravandolo di miserie veniva non tanto a pregiudicare alla sua causa, ma a rovinarla, dando in certo modo un pretesto a' suoi avversari di poterlo accusare come gran peccatore.Giobbe disse: Io son giusto, ma Dio ha sovvertita la mia causa. 6 Nel giudizio...è corso errore.Eliu abusa anche qui di quello, che Giobbe avea detto, cap. XIX. 6., per far dire al sant'uomo una orribil bestemmia. Veggasi quello che si e detto in quel luogo, e si aggiunga, che infinite volte è celebrata da Giobbe la sovrana giustizia, la verità e la bontà del suo Dio, onde non dovea il suo avversario tirar conseguenze si strane da certe espressioni, le quali era giusto d'interpretare col debito riguardo al carattere di colui che le proferiva.Imperocché nel giudizio che è stato fatto di me è corso errore: violenta è la mia piaga, senza alcun mio peccato. 7 Che tien lo schernire ec.Gli amici di Giobbe si erano doluti (non si vede con qual ragione o pretesto), ch'ei si burlasse di tutti. Forse vuoi anche Eliu accusarlo, ch'ei si burlasse della Providenza, perchè sosteneva non essere cagion de' suoi mali i suoi peccati; e questa sposizione conviene ottimamente con quello che segue.Qual'è l'uomo simile a Giobbe, che tien lo schernire come un bere dell'acqua? 8 Si associa con que' che commetton ec.Giobbe in tutte le sue risposte ripete continuamente, che molte volte la mercede temporale e negata alla pietà, e che per lo contrario sovente gli empi invece di esser puniti si veggono contenti e felici in questa vita. Se Giobbe avesse detto, che altri premi non vi erano per la virtu, ne altri gastighi pel vizio, che quelli di questa vita, certamente Eliu avrebbe potuto dire, che Giobbe negava cogli empi la giustizia di Dio, e la provvidenza. Ma Giobbe riconoscendo de' mali e de' beni di un altro ordine quella futura vita, con ragione sostiene, che i premi e le pene temporali non sono di assoluta necessità. Così il ragionamento di Eliu posa tutto sopra una storta interpretazione delle parole del sant'uomo. Non sarà l'uomo accetto a Dio ec. Vuol dire, non giovera all'uomo la pietà a far si, che Dio lo esenti dai mali di questa vita, e lo arricchisca di questi beni, non gli giovera perchè Dio lo feliciti su questa terra, come un re potente farebbe con un buon servitore, che a lui fosse caro.Il quale si associa con que' che commetton l'iniquità, e batte la via degli empj? 9 Si associa con que' che commetton ec.Giobbe in tutte le sue risposte ripete continuamente, che molte volte la mercede temporale e negata alla pietà, e che per lo contrario sovente gli empi invece di esser puniti si veggono contenti e felici in questa vita. Se Giobbe avesse detto, che altri premi non vi erano per la virtu, ne altri gastighi pel vizio, che quelli di questa vita, certamente Eliu avrebbe potuto dire, che Giobbe negava cogli empi la giustizia di Dio, e la provvidenza. Ma Giobbe riconoscendo de' mali e de' beni di un altro ordine quella futura vita, con ragione sostiene, che i premi e le pene temporali non sono di assoluta necessità. Così il ragionamento di Eliu posa tutto sopra una storta interpretazione delle parole del sant'uomo. Non sarà l'uomo accetto a Dio ec. Vuol dire, non giovera all'uomo la pietà a far si, che Dio lo esenti dai mali di questa vita, e lo arricchisca di questi beni, non gli giovera perchè Dio lo feliciti su questa terra, come un re potente farebbe con un buon servitore, che a lui fosse caro.Perocché egli ha detto: Non sarà l'uomo accetto a Dio per quanto nelle vie di lui egli corra. 10 Lungi da Dio l'empietà, ec.Dio non può essere ne cattivo, ne ingiusto. Punirà i cattivi, darà ricompensa a' buoni. Così Eliu. Ma si poteva domandargli:. Punirà egli sempre quaggiù? Ricompenserà egli sempre quaggiù?Per la qual cosa voi, uomini saggi, ascoltatemi: lungi da Dio l'empietà, e dall'Onnipotente la ingiustizia. 11 Perocché egli renderà all'uomo secondo le sue azioni, e farà che tocchi a ciascuno quello, che ha meritato. 12 Lungi da Dio l'empietà, ec.Dio non può essere ne cattivo, ne ingiusto. Punirà i cattivi, darà ricompensa a' buoni. Così Eliu. Ma si poteva domandargli:. Punirà egli sempre quaggiù? Ricompenserà egli sempre quaggiù?Perocché vero si è, che Dio non condanna senza ragione, e l'Onnipotente non giudica a torto. 13 Ha egli cedute le sue veci ad un altra ec.Se Dio governa tuttora il mondo, se egli, che è il Creatore di tutto, il tutto ancora regge, e ha cura di tutto, certamente egli, che è giustissimo, non puo mancar di giustizia verso d'alcun uomo, ne punire senza ragione.Ha egli cedute le sue veci ad un altro sopra la terra? ed a chi ha egli dato a reggere il mondo ch'ei fabbricò? 14 Se col cuore irato ec.Se Dio non amasse le sue creature, se non chiudesse (per così dire) gli occhi a peccati degli uomini, ma con rigore li giudicasse, ritrarrebbe a se quel soffio vitale, per cui tutti sussistono, e di cui sono a lui debitori, e tutti verrebber meno, e ritornerebbero nella polvere, da cui furon tratti. Vedi Ps. 103. 29.Se col cuore irato egli a lui si volgesse, lo spirito, e il soffio di lui a se ritrarrebbe. 15 Se col cuore irato ec.Se Dio non amasse le sue creature, se non chiudesse (per così dire) gli occhi a peccati degli uomini, ma con rigore li giudicasse, ritrarrebbe a se quel soffio vitale, per cui tutti sussistono, e di cui sono a lui debitori, e tutti verrebber meno, e ritornerebbero nella polvere, da cui furon tratti. Vedi Ps. 103. 29.Verrebber meno tatti gli uomini di carne, e ritornerebbero in cenere. 16 Se tu adunque non se' privo d'intelletto, ascolta quel che si dice, e pon mente alle mie parole. 17 Può egli esser capace di guarigione ec.Se Giobbe pensa sinistramente riguardo alla giustizia e alla provvidenza di Dio, certamente la sua malattia, la sua perversità di mente e incurabile; imperocchè la giusta idea dell'equità e della provvidenza divina e il fondamento della religione e della vera pietà.Può egli esser capace di guarigione colui, che non ama la giustizia? e come mai condanni tu in tal guisa colui, che è il giusto? 18 Colui che condanna come apostati i regi, e i grandi come empj: 19 Colui, che condanna ec.Tu ardisci di condannar come ingiusto colui, il quale, senza riguardo alla loro maestà e possanza condanna e punisce i regi quando son prevaricatori, e i grandi quando sono empi, e prende giustizia a' poveri, e la vendetta delle ingiustizie esercitate contra di essi da' principi e da' tiranni, perocchè fattura di lui sono tutti gli uomini e grandi, e piccoli, e poveri, e ricchi. In vece di Apostasia nell'Ebreo e Beliai, la qual voce è altrove spiegata. Vedi Jud. XIX. 22Colui che non ha riguardo all'essere de principi, né fece conto de' tiranni quando disputavano contro de' poveri: perocché opera delle mani di lui son tutti quanti. 20 E' di repente morranno. ec.Questi tiranni, questi uomini prepotenti sono tolti dal mondo repentinamente, e nel buon della notte quando dormono più tranquilli; onde il popolo si rimane sbigottito e confuso della subita perdita del suo principe, mentre questi sparisce ad un tratto, ed è rapito per le sue crudeltà senza che veggasi la mano, che lo percosse.Ei di repente morranno, e nel mezzo della notte saran conturbati i popoli, ed eglino, passeranno, e saran rapiti i crudeli senz'opera d'uomo. 21 Perocché gli occhi tien egli attenti agli andamenti degli uomini, ed esamina tutti i lor passi. 22 Né il buio, né l'ombra di morte è bastante a nascondere quelli, che operano l'iniquità. 23 Non è in potere dell'uomo ec.I giudizi di Dio non sono (come quelli degli uomini) soggetti a revisione, nell'uomo può ottenere, ch'ei li ritratti, ovver li richiami ad un nuovo esame.Perocché non è in potere dell'uomo il venir di nuovo in giudizio dinanzi a Dio. 24 Egli ne atterra molti, anzi innumerabili, ed altri sostituisce ne' posti loro. 25 Fa venire la notte.La notte delle calamità, e del gastigo.Perocché egli conosce le opere loro, e per questo fa venire la notte, ond'ei sono distrutti. 26 In luogo di gran concorso.Scelse pel loro gastigo un luogo, dove tutti potesser vederlo, e prenderne esempio.Li percosse come empj in luogo di gran concorso. 27 Preso partito.Non per ignoranza, non per debolezza, ma con ostinata malizia.Perché eglino quasi preso partito si allontanarpn da lui, e non vollero saper nulla di tutte le vie di lui: 28 Talmente che fino a lui fecer giungere i clamori dei meschini, e gli fecero udire le voci de' poveri. 29 Quand'ei dà ad alcuno la pace, chi è ec.Dio mudisce i clamort de' poveri (o. 28.); e s'ei li difende, chi potrà coudannarli, e s' ei li protegge, chi avrà possanzn di maltrattarli? Per lo contrario quando Dio sottrae e toglie ad un uomo la sua protezione, nissuno lo assisterà,nissuno lo guarderà in faccia.Conciossiaché quand'ei da ad alcuno la pace, chi è che lo condanni? tosto che egli nasconde il suo volto, chi è che in viso lo guardi? Cosi sarà delle genti, e di tutti gli uomini. 30 Ad un ipocrita dà il regno a motivo ec.Vedi Isai. III. 4, Jerem. XV. 4.Egli è, che ad un ipocrita da il regno a motivo de' peccati del popolo. 31 Or giacché io ho parlato per Iddio non impedirò che tu ancora parli. 32 Se io ho errato correggimi in: se ho parlato male, non dirò più altro. 33 Forse che Dio ec.Se ho delto errore tu non hai motivo d'inquietarti, perocchè Dio non domanderà conto a te di quello, che nel mio discorso ti spiace, ma a me solo. Tu però fosti il primo ec. Io però merito qualche compatimento quand' anche avessi errato; perocchè tu attaccando la glustizia di Dio mi hai stonato a prenderne la difesa, e a venire a questa pugna con te.Forse che Dio ne domanderà conto a te, se la mia parola ti spiace? Tu però fosti il primo a parlare, e non io: e se qualche cosa tu sai di meglio, tu parla. 34 Parlino a me gli uomini intelligenti, ec.Ma altri maestri io desidero di sentire, e altri giudici del mio ragionare io bramo: bramo persone sagge molto diverse di pensieri e di affetti da Giobbe.Parlino a me gli uomini intelligenti, e l'uomo saggio mi ascolti. 35 Ma Giobbe stoltamente ha pa lato, e le parole di lui non suonano buona dottrina. 36 Padre mio, ec.Eliu rivolto al cielo fa a Dio la sua terribil preghiera. Il nome di padre si dà a Dio anche per ragione dell'amorosa sua providenza. Vedi Sap. XIV. 3. Matth. VI. 32. Sino alla fine. Sino che tu ne abbi riportata vittoria, sino a tanto ch'ei si ravvegga, e confessi la tua giustizia.Padre mio, sia tenuto Giobbe alla prova sino alla fine: non lasciar di percuotere un uomo iniquo. 37 Mettiamolo noi alle strette.Confondiamo noi colle nostre ragioni la sua stoltezza, serriamlo da tutto le parti a segno, che ammutolisca, e ditegli poi, che chiami Dio in giudizio.Perché egli la bestemmia aggiunge all'altre sue colpe: frattanto mettiamolo noi alle strette, e di poi ne' suoi discorsi chiami egli Dio in giudizio.