Giuditta 16

La Nova Vulgata non rivede la traduzione di san Girolamo di questo libro, come fa altrove: stampa al suo posto una traduzione latina più antica, così lo stesso numero di capitolo e versetto indica un testo diverso in essa e nella Vulgata Clementina.

Cantico di Giuditta par la vittoria: il popolo va a Gerusalemme a offerire olocausti con rendimenti di grazie: Giuditta piena di giorni finalmente sen muore: il giorno di questa vittoria è celebrato in perpetuo da Giudei nel numero de' giorni tanti.

Allora Giuditta cantò questa laude al Signore,e disse: Lodate il Signore al suono de' timpani, celebrate il Signore al suono de' cimbali, intuonate un nuovo salmo in onore di lui, fate festa, invocate il suo nome. Il Signore strugge gli eserciti, il suo nome egli è il Signore. Egli si è attendato in mezzo al suo popolo a fine di liberarci dalle mani di tutti i nostri nemici. L'Assiro è venuto ec.Cioè dai monti dello Cilicia.L'Assiro è venuto dai monti, da settentrione colle molte, e forti sue schiere: la sua moltitudine seccò i torrenti, e i suoi cavalli ricoperser le valli. Egli giurò di dare alle fiamme tutto il mio paese, di far perire di spada la mia gioventù, di rubarmi i miei fanciulli, e di fare schiave le vergini. Ma il Signore omnipotente lo ha gastigato, e lo ha dato in poter di una donna, la quale lo ha ucciso. Ne fu percosso da' figliuoli di Titan.I Titani sono giganti famosi nella storia favolosa e presso i poeti Greci e Latini. La favola de' Titani veniva dalla storia delle Scritture, e l'ardimento, col quale i poeti dissero, che questl Titani avean tentato di far guerra a Giove, dinotava l'empietà de' veri giganti.Imperocchè il più possente tra loro non fu disteso al suolo da giovani (guerrieri), ne fu percorso da figliuoli di Titan, nè contro a lui si son mossi gli eccelsi giganti, ma Giuditta figliuola di Merari coll'avvenenza del suo volto lo ha domato. Perocchè ella si spogliò degli abiti vedovili, e prese vesti di letizia in argomento di gaudio pe' figliuoli d’Israele. Ella si unse con unguento la faccia, e i suoi capelli intrecciò alla mitra, si pose in dosso una nuova veste per ingannarlo. I tuoi sandali trassero a se ec.I sandali degli antichi erano come quelli di molti de' religiosi, coprivano la pianta sola del piede, lasciando scoperta la parte superiore, restando gli stessi sandali legati al piede per via d'alcune corregge, la materia e l'ornato delle quali era talora di tanto prezzo, che dicesi, essere state assegnate l'entrate di una buona città pei sandali dalla regina d'Egitto. Erod. lib. II. 98.I suoi sandali trassero a se gli occhi di lui, e la beltà di lei vinse l'animo di lui: ed ella col pugnale troncogli la testa. I Persiani furono sbigottiti... i Medi ec.il re dell'Assiria era divenuto Signore anche di queste due nazioni dopo la vittoria riportata contro Phraorte: cosi nell'armata di Oloferne vi erano delle schiere anche di queste nazioni.I Persiani furono sbigottiti di sua costanza, e i Medi del suo ardimento. Allora gettò urla il campo degli Assiri, quando i miei meschinelli arsi dalla sete comparver fuora. I figli delle giovani spose gli hanno trafitti, e gli hanno messi a morte come fanciulli, che sono periti nella battaglia all'apparire del Signore Dio mio, Cantiamo un inno al Signore; cantiamo un nuovo inno al Signore Dio nostro. Signore,Signor mio, tu se' grande, e insigne per tua possanza, e nissuno può superarti. A te obbediscono tutte le tue creature, perchè alla parola tua furon fatte, mandasti il tuo spirito, e furon create; e nissuno resiste alla tua voce, Saranno scossi da fondamenti i monti, e le acque, e le pietre qual cera si struggeranno dinanzi alla tua faccia. Ma quei, che temono te, saranno grandi in tutte le cose dinanzi a te. Guai alla nazione, che si leverà contro il mio popolo imperocchè l'onnipotente farà sue vendette sopra di lei, la visiterà nel dì del giudizio. Manderà sopra le loro carni il fuoco e i vermi.Intendesi certamente di quel fuoco, che mai non si estingue, e di quel verme, che mai non muore, come è detto, Marc. IX. 45., il qual luogo sembra allusivo a questo, in cui Giuditta ai nemici del popolo di Dio minaccia non solo tutte le sciagure della vita presente, ma anche mali eterni.Perocchè egli manderà sopra le loro carni il fuoco, e i vermi, affinchè ardano, e sieno rosi in eterno. E dopo tali cose, e dopo la vittoria tutto il popolo andò a Gerusalemme ad adorare il Signore, e tosto che furon purificati offerser tutti i loro olocausti, e sciolsero i loro voti, e le promesse. Per monumento sacro ec.Per monumento, per dono consacrato a Dio, e destinato a impedire, che non si perdesse mai la memoria di avvenimento si grande.Ma Giuditta offerse per monumento sacro contro l'oblivione tutte le armi di Oloferne donate a lei dal popolo, e il cortinaggio, che ella stessa avea tolto dal letto di lui. E tutto il popolo era in festa dinanzi al luogo santo, e per tre mesi fu celebrata con Giuditta la letizia di questa vittoria. E passato quel tempo ciascuno se ne tornò a sua casa, e Giuditta era famosa in Betulia, e la più illustre di tutto il paese d'Israele. Perocchè alla virtù univa ella la castità, talmente che dopo la morte di suo marito Manasse non conobbe uomo per tutto il tempo di sua vita. E i giorni di festa, usciva fuori con molta gloria. E stette nella casa di suo marito fino ai cento cinque anni, e diede la libertà alla sua serva, e morì, e fu sepolta in Betulia presso a suo marito. E tutto il popolo ec.Fu fatto il duolo per la sua morte in tutto il paese, onore grandissimo renduto giustamente alla memoria di questa gran donna e alle virtù grandissime praticate costantemente da lei dalla più tenera età fino alla morte. Ella nella privata sua vita è il più bell'esempio, che possa proporsi a una vedova fedele; e per questo lato principalmente ella ha meritati gli elogi di tutti i Padri della Chiesa e l'ammirazione di tutti i secoli.E tutto il popolo la pianse per sette giorni. E in tutto il tempo, che ella visse, e per molti anni dopo la sua morte non v'ebbe chi turbasse Israele. Or il giorno, in cui ricorre la festa di questa vittoria, fu messo dagli Ebrei nel numero de giorni santi, ed è onorato da Giudei da quel tempo insino al dì d'oggi.

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