Vangelo secondo Matteo 8
Bibbia Martini
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Guarigione del lebbroso, del figliuolo del centurione, e della suocera di Pietro, e di altri. Rigetta uno scriba, che volea seguitarlo; e ordina a un altro, che lo segua senza dimora. La navicella è in pericolo; ma Cristo acquieta la tempesta. Liberazione de' due demoniaci nel paese de' Geraseni.
1 E sceso ch'egli fu dal monte, lo seguirono molte turbe. 2 Lo adorava, dicendo: ec.Dagli atti, e dalle parole del lebbroso sembra evidentemente inferirsi, che egli il lustrato da luce superiore riconobbe Gesù Cristo per vero Dio, padrone assoluto della natura. E quanto piena di fede, e di umiltà è questa brevissima preghiera: Signore, se vuoi, puoi mondarmi.Quand' ecco un lebbroso accostatosegli lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, puoi mondarmi. 3 Stesa la mano lo toccò.La legge, come notano alcuni Interpreti, proibiva di toccare un lebbroso; ma Ge su Cristo lo tocca, e con ciò fa vedere, che nulla è im puro per lui, il quale, essendo la stessa purità, e santità, toglie, e lava ogni macchia; e che la stessa sua carne per l'unione colla divinità è piena di virtù salutare, e vivificante.E Gesù stesa la mano lo toccò, dicendo: Lo voglio: sei mondato. E subito fu mondato dalla sua lebbra. 4 Offerisci il dono ec.L'offerta era, pei ricchi due agnelli, una pecora, tre misure di farina, e una d'olio; pei poveri un agnello, e due tortore, o due colombi, e una misura di farina, e una d'olio, Lev. XIV. In testimonianza per essi. Affinchè siano testimoni di tua guarigione, e dell'attenzione mia nell'osservare la legge; e questa tua guarigione sia per essi testimonianza di quel, ch'io sono (vale a dire il vero Messia) e siano inescusabili, se in me non credono, Hier.E Gesù gli disse: Guardati di dirlo a nessuno; ma va a mostrarti al sacerdote, e offerisci il dono prescritto da Mosè in testimonianza per essi. 5 Ed entrato che fu in Capharnaum, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosegli. 6 E dicendo: Signore, il mio servo giace in letto malato di paralisia nella mia casa, ed è malamente tormentato. 7 E Gesù gli disse: io verrò, e lo guarirò. 8 Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito. 9 Imperocché io sonò un uomo subordinato ad altri, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all'altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa la tal cosa ed ei la fa. 10 Udite queste parole ne restò ammirato.Non conviene a Cristo l'ammirazione, come non conviene alla sapienza del Padre l'ignoranza; ma si dice, che si fece maraviglia della fede del centurione, perchè ne parlò, la lodò, la esaltò, come farebbe un uomo, che ammirasse in altrui qualche inaspettato tratto di gran virtù.Gesù udite queste parole ne restò ammirato, e disse a coloro, che lo seguivano: In verità io vi dico, che non ho trovato fede si grande in Israele. 11 E sederanno.Si sottintenda a mensa; imperocchè sovente nelle Scritture la gloria celeste è rassomigliata a un convito. Gli Ebrei, non avrebbero ammesso giammai a' loro conviti verun Gentile: ma Cristo dice loro, che, a somiglianza di questo Gentile, la fede di cui era sì umile e viva, sarebbero venuti da tutte le parti del mondo i Gentili alla sua chiesa, e sarebbono ammessi al banchetto di nozze con que' Patriarchi, dei quali avrebbero imitato la fede.E io vi dico, che molti verranno dall'oriente, e dall'occidente, e sederanno con Abramo, e Isacco, e Giacobbe nel regno de' cieli: 12 I figliuoli del regno ec.Figliuoli del regno son chiamati gli Ebrei, perchè nati nella vera religione, e ad essi apparteneva l'adozione in figliuoli, e la gloria, e l'alleanza, e l'ordinazione della legge, e il culto, e le promesse, Rom. IV. 4., onde eran già come cittadini del regno di Dio. Fuori di questo regno ogni cosa è tenebre, e oscurità: e a queste tenebre eterne saranno condannati i figliuoli increduli, e disubbidienti.Ma i figliuoli del regno saranno gittati nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti. 13 Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto, conforme hai creduto. E nello stesso momento il servo fu guarito. 14 Ed essendo andato Gesù a casa di Pietro, vide la suocera di lui giacente colla febbre: 15 E toccolle la mano, e la febbre se ne andò: ed ella si alzò, e serviva ad essi. 16 Venuta poi la sera gli presentarono molti indemoniati: ed egli cacciava colla parola gli spiriti, e sanò tutti i malati: 17 Egli ha prese le nostre infermità, ec.Queste parole d'Isaia riguardano primieramente i patimenti di Cristo, co' quali dovea egli medicina apprestare alle spirituali piaghe del genere umano. Il Vangelista le applica alla guarigione delle malattie corporali, perchè queste sono un'immagine di quelle dell'anima. Per la qual cosa veggiamo sovente nel Vangelo alla grazia della sanazione corporale premessa la remissione de' peccati, la quale era il primo, e principalissimo oggetto della venuta di Gesù Cristo.Affinchè si adempisse quello, che fu detto da Isaia profeta, il quale dice: Egli ha prese le nostre infermità; e ha portato i nostri malori. 18 Vedendo poi Gesù una gran turba intorno a se, dette ordine per passare all'altra riva. 19 Ti terrò dietro, dovunque ec.Queste parole potrebbero far credere, che costui fosse uomo di soda virtù; ma la risposta di Cristo ci dà a conoscere, ch'ei non avea se non fini bassi, e terreni; mentre Gesù viene a dirgli: chi vuol seguirmi, è bene stolto, se si propone ingrandimenti. e fortune mondane, mentre io stesso non ho casa, nè tetto, nè luogo, dove posar la mia testa. Gli uomini del mondo vivono, e operano pei beni del mondo: il vero discepolo di Cristo non vive, nè opera se non pei beni futuri. Figliuolo dell'uomo. Vale presso gli Ebrei lo stesso che uomo; ma non a caso questo nome lo dà a sè Gesù Cristo, nè mai a lui è dato da altri nel Vangelo, imperocchè in primo luogo ciò dimostra, che questo nome lo prende egli per umiltà, e con esso ci rammenta l'esinanizione, alla quale discese per amor nostro. Un altro nome egli porta, che è sopra ogni nome: nome, che è noto a lui solo, perchè egli solo ne conosce la dignità, e grandezza sovrana. Vedi Filipp. II. 9. Apoc. IV.II.; imperocchè egli è il Verbo del Padre, il Figliuolo di Dio. In secondo luogo appropriandosi questo nome egli viene a manifestarsi per Messia, il quale fu cosi nominato in Daniele, cap. VII. 13., e anche Ps. 8. Ps. 80.E accostatosegli uno scriba, gli disse: Maestro io ti terrò dietro, dovunque anderai. 20 Ti terrò dietro, dovunque ec.Queste parole potrebbero far credere, che costui fosse uomo di soda virtù; ma la risposta di Cristo ci dà a conoscere, ch'ei non avea se non fini bassi, e terreni; mentre Gesù viene a dirgli: chi vuol seguirmi, è bene stolto, se si propone ingrandimenti. e fortune mondane, mentre io stesso non ho casa, nè tetto, nè luogo, dove posar la mia testa. Gli uomini del mondo vivono, e operano pei beni del mondo: il vero discepolo di Cristo non vive, nè opera se non pei beni futuri. Figliuolo dell'uomo. Vale presso gli Ebrei lo stesso che uomo; ma non a caso questo nome lo dà a sè Gesù Cristo, nè mai a lui è dato da altri nel Vangelo, imperocchè in primo luogo ciò dimostra, che questo nome lo prende egli per umiltà, e con esso ci rammenta l'esinanizione, alla quale discese per amor nostro. Un altro nome egli porta, che è sopra ogni nome: nome, che è noto a lui solo, perchè egli solo ne conosce la dignità, e grandezza sovrana. Vedi Filipp. II. 9. Apoc. IV.II.; imperocchè egli è il Verbo del Padre, il Figliuolo di Dio. In secondo luogo appropriandosi questo nome egli viene a manifestarsi per Messia, il quale fu cosi nominato in Daniele, cap. VII. 13., e anche Ps. 8. Ps. 80.E Gesù gli disse: Le volpi hanno le loro tane, e gli uccelli dell'aria i loro nidi: ma il figliuolo dell'uomo non ha dove posare la testa. 21 E un altro de' suoi discepoli gli disse: Signore, dammi prima licenza di andare a seppellire mio padre. 22 Lascia, che i morti ec.Vale a dire lascia, che coloro, i quali, quanto all'anima, e alle cose di Dio, sono morti, pensino a dar sepoltura ai defunti loro parenti, amici, ec. Non vuole in così parlando proibire tali uffici di pietà, e di carità; ma vuol dimostrare, come nissuna ragione, o pretesto ci potrà mai servire di scusa, se chiamati da lui nol seguitiamo senza frappor dimora; imperocchè la vera pietà, e la vera carità si è di ubbidire a lui, per amor del quale dobbiamo amare tutto quello che amiamo.Ma Gesù gli disse: Sieguimi, e lascia, che i morti seppelliscano i loro morti. 23 Ed essendo montato nella barca, lo seguirono i suoi discepoli. 24 Nel mare; ec.Nel lago di Genezaret, chiamato mare perchè era molto ampio. È comun sentimento degli Interpreti, che Cristo medesimo suscitasse questa tempesta: imperocchè così egli suole mandare le tentazioni anche a' giusti per provargli, e affinchè imparino a conoscer sè stessi, e vengano a radicarsi nella umiltà, e nella speranza in Dio.Quand'ecco una gran tempesta si sollevò nel mare; talmente che la barca era coperta dall'onde: ed egli dormiva. 25 E accostatisi a lui i suoi discepoli, lo svegliarono dicendogli: Signore, salvaci: ci perdiamo. 26 O uomini di poca fede?Notisi, come non qualunque timore condanna Cristo, ma sì quello che opprime la fede, turba la pace dell'anima, e soverchia la speranza in Dio. Comandò ai venti, ec. Il Greco porta sgridò i venti. Così si faceva egli conoscere per autore, e padrone della natura chiamando le cose insensate, come quelle che hanno senso, e riscuotendo da esse pronta ubbidienza. Vedesi in fatti (Vers. 27.) che i testimoni di tale avvenimento cominciarono a pensare, che Cristo fosse qual che cosa di più, che semplice uomo.E Gesù disse loro: Perché temete, o uomini di poca fede? Allora rizzatosi, comandò ai venti, e al mare; e si fe' gran bonaccia. 27 La gente ne restò ammirata.Intendasi la gente, che era in altre navi, come ricavasi da s. Marco, v. 36, I Padri hanno osservato in questo fatto un' immagine di quello, che spesso avviene nelle anime. Il mare egli è la vita presente; la tempesta è la tentazione; Gesù, che dorme, dinota la fede addormentata; lo svegliarsi, che egli fa, dimostra l'effetto del ricorrere a lui, e dell'invocarlo. La bonaccia significa la liberazione ottenuta per mezzo di lui, il quale non permette, che siamo tentati oltre a quello, che, aiutandoci la grazia di lui, possiamo.Onde la gente ne restò ammirata, e dicevano: Chi è costui, a cui ubbidiscono i venti, e il mare? 28 Dalle sepolture.Queste erano molto spaziose, e quasi grandi caverne: erano ancora lontane dall'abitato, perchè l'accostarsi ad esse portava impurità legale. Num. XIX. l I.Ed essendo egli sbarcato al di là del lago nel paese de' Geraseni, gli vennero incontro due indemoniati, che uscivano dalle sepolture; ed erano tanto furiosi, che nissuno poteva passare per quella strada. 29 Avanti tempo ec.Prima del dì del giudizio: nel qual tempo si aspettano di dover essere giudicati dal Figliuolo di Dio. È gran pena pe' demonii il lasciar di far male agli uomini. Or ei temevano di dover esser cacciati da Cristo nell'abisso ( Luc. VIII.31.) dove soffrendo gli stessi tormenti, che soffrono fuori, restassero privi del maligno piacere di nuocere.E si misero tosto a gridare: Che abbiam noi che fare con teco, o Gesù figliuolo di Dio? Sei tu venuto qui avanti tempo per tormentarci? 30 Ed eravi non lungi da essi un gregge di molti porci, che pascolava. 31 Mandaci in quel gregge ec.Così riconoscono, che Cristo è padrone di loro, degli ossessi, e di quegli animali. Questa dimanda la fanno sia per olio verso degli uomini, a'quali cercan di fare tutto il male, che possono, sia per rendere odiosa la presenza di Cristo a quella gente, e rimoverla dall'ascoltarlo.Or i demoni lo pregavano dicendo: Se ci cacci di qui, mandaci in quel gregge di porci. 32 Andate.Tra i motivi, pe' quali volle Cristo dare tal permissione ai demonii, s. Ilario crede uno essere stato quello di provare contro i Sadducei la esistenza degli spiriti. Con questo ancora più celebre si rendeva la liberazione degl'indemoniati, e meglio si dimostrava l'onnipotenza di Cristo.Ed egli disse loro: Andate. E quegli essendo usciti, entrarono ne' porci, e immediatamente tutto il gregge con grand'impeto si precipitò nel mare, e peri nell'acqua. 33 E i pastori si fuggirono, e andati in città raccontarono tutte queste cose, e il fatto di quelli, che erano stati posseduti dai demonj. 34 Lo pregarono ec.Il dispiacere del danno ricevuto prevalse a tutti i riflessi, pe' quali dolce e amabile dovea loro essere la presenza del Salvatore. Videro ith lui una potestà superiore all'umana, e questa li riempiè di timore, come notò s. Luca; ma questo timore tutto carna le e politico li condusse a rigettar da sè l'opportunità d'imparare quello, che importava alla loro eterna salute.E subitamente tutta la città uscì intorno a Gesù: e vedutolo, lo pregarono di ritirarsi da' loro confini.
Citato in 67
- Questo capitolo Summa (EN)(III 86.5)
- v. 2 CCC(¶448)
- v. 3 Summa (EN)(I-II 107.2
III 84.4 Dilexit Nos(§36)Suppl 76.1) - v. 4 CCC(¶586)Summa (EN)(I-II 103.3)
- v. 8 CCC(¶1386)Summa (EN)(III 80.10
III 80.11) Ecclesia de Eucharistia(§48) - v. 10 CCC(¶2610)Summa (EN)(I 113.2
III 5.4 Dilexit Nos(§41)III 15.8) - v. 11 CCC(¶543)
- v. 14 Summa (EN)(II-II 186.4)Amoris Laetitia(§64)
- v. 15 Summa (EN)(III 44.3)Dilexit Nos(§36)
- v. 16 Summa (EN)(III 43.4)
- v. 17 CCC(¶517
¶1505) Dilexit Nos(§171)Ecclesia In Africa(§68) - v. 18 Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 19 Catechesi Tradendae(§8)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 20 CCC(¶2444)Summa (EN)(III 7.2
III 40.3) Dilexi Te(§20)Divini Redemptoris(§63§66) Pastores Dabo Vobis(§27)Perfectae Caritatis(§1§13) - v. 21 Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 22 Summa (EN)(II-II 189.6)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 23 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(453)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 24 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(453)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 25 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(453)Preghiere Comuni(Via Crucis)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 26 CCC(¶2610)Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(453)Summa (EN)(III 44.4
Suppl 76.2) Pastores Dabo Vobis(§27) - v. 27 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(453)Summa (EN)(II-II 90.3)Laudato si’(§98)Pastores Dabo Vobis(§27)
- v. 29 Summa (EN)(Suppl 89.8)
- v. 31 Summa (EN)(III 44.1
III 49.2 III 59.6) - v. 32 Summa (EN)(III 44.1
III 49.2) - v. 33 Summa (EN)(III 44.1)
- v. 34 CCC(¶1615)Summa (EN)(III 44.1)