Neemia 2

Nehemia, ottenute lettere del re va a Gerusalemme, esorta a ristorar le muraglia, e vi dà opera, fremendo invano i nemici.

Essendo portato il vino dinanzi al re, io lo presi, ec.Essendo venuto il mio turno di presentare al re la coppa per bere, ec. l'uffizio di coppiere era in grand'onore nella corte di Persia. A si alto posto era stato inalzato Nehemia per la sua sapienza e virtù e per ispecial providenza di Dio. Strabone e Atheneo raccontano, che i re di Persia non beveano altro vino, se non della Siria, della quale fecero parte la Giudea; così Nehemia poteva essere ancora intelligente della qualità di quei vini e del modo di conservarli.Or egli avvenne, che l'anno ventesimo del re Artaserse, nel mese di Nisan, essendo portato il vino dinanzi al re, io lo presi, e lo presentai al re; ma io era come languente davanti a lui. Tu covi in cuor tuo non so che di sinistro ec.Tu macchini qualche cosa di cattivo. Egli è molto credibile, che il re parlasse in tal guisa, non perché veramente sospettasse nulla di male, ma per bonus affine di obbligare più sicuramente Nehemia a manifestare la causa della sua malinconia.E il re mi disse: Per qual motivo la tua faccia è maninconiosa non vedendo, che tu abbi alcun male? questo non è senza motivo; ma tu covi in cuor tuo non so che di sinistro. E io ebbi paura grandissima: La città, casa de' sepolcri de' padri miei, ec.Tutti i popoli ebber mai sempre per cosa sacra e santo i sepolcri de' maggiori, ma sopra tutto i Persiani. Quindi Nehemia tocca questa punto anche nel versetto 5.E dissi al re: O re, sia eterno il tuo vivere: come vuoi tu, che la mia faccia non sia dolente, mentre la città, casa de' sepolcri de' padri miei, è deserta, e le sue porte consunte dal fuoco? E il re mi disse: Che domandi? E io pregai il Dio del cielo, E dissi al re: Se il re lo crede ben fatto, e se il tuo servo ha incontrato favore dinanzi a te, mandami nella Giudea alla città, dove posa il sepolcro del padre mio, e io la riedificherò. E il re, e la regina, che gli sedeva accanto, mi dissero: Quanto durerà il tuo viaggio, e quando ritornerai? E io fissai il tempo, e il re mostrò di esser contento: e mi diede licenza. Ma io dissi al re: Se al re così pare, mi dia lettere ai governatori del paese di là dal fiume, affinchè mi diano scorta, sino al mio arrivo nella Giudea: Le porte della torre del tempio.Più probabilmente s'intendono le parte dell'atrio del popolo, le quali facevan figura di una gran torre.E una lettera ad Asaph custode dei boschi reali, affinchè mi somministri del legname, ond'io possa formare le porte della torre del tempio, e le mura della città, e la casa, dov'io abiterò. E il re mi esaudì, perchè la mano aiutatrice del mio Dio era meco. E io giunsi presso ai governatori del paese di là dal fiume, e diedi loro le lettere del re. Ma il re avea mandati meco dei capitani delle milizie, e de' cavalieri. A Sanaballath ec.Nativo di Horonaim nel paese di Moab, Isai. XV.5. Egli governava a nome del re i Samaritani. Tobia servo ec. Servo del re, Ammonìta di origine, il quale era associato a Sanaballath nel governo della Samaria.E fu portata questa nuova a Sanaballath Horonita, e Tobia servo Ammonita: ed ebbero grandissimo dolore dell'arrivo di un uomo, che proccurava il bene de' figliuoli d'Israele. E giunsi a Gerusalemme, e mi riposai per tre giorni. E di notte tempo mi alzai io, e po chi altri con me, e non manifestai a veruno quel, che Dio mi aveva ispirato di fare in Gerusalemme; e non aveva meco altro giumento, che quello, ch'io cavalcava. Presso la porta stercoraria.Per cui si portava fuori di città il litame nella valle di Hennon.E uscii di notte per la porta della valle, e dinanzi alla fontana del dragone, e presso la porta stercoraria, e considerava le mura di Gerusalemme atterrate, e le sue porte consunte dalle fiamme. Alla porta della fontana.Della fontana di Siloe. L'acquidotto del re. L'Ebreo la peschiera del re, fatta cioè dal re Ezechia per ricevere le acque del Siloe; 2. Paral. XXXII. 3.30.E andai innanzi fino alla porta della fontana, e all'acquidotto del re; ma non v' era tanto di strada, per cui passasse il giumento, ch'io cavalcava. Pel torrente.Cedrom.Ed essendo ancor notte, salii pel torrente, e considerava le mura, e data volta indietro arrivai alla porta della valle, e tornai (a casa.) Ma i magistrati non sapevano, dov'io fossi andato, né quel, ch'io mi facessi: e sino a quel punto io non mi era aperto di niente co' Giudei sia sacerdoti, sia magnati, e capi, né con alcuno di quelli, che erano destinati ai lavori.
Nehemia contempla le rovine delle mura di Gerusalemme
Quindi io dissi loro: Voi vedete in quale afflizione ci troviamo: Gerusalemme è deserta, e le sue porte consunte dal fuoco: venite, edifichiamo le mura di Gerusalemme, e non istiamo più in questa ignominia. E indicai loro come la mano aiutatrice di Dio era meco, e le parole dettemi dal re; e soggiunsi: Su via, mettiamoci a fabbricare. E quelli preser vigore a ben fare. E Gosem Arabo.Alcuni lo credono Toparca, o Regolo degli Arabi soggetti al re di Persia; altri vogliono, che egli pure governasse qualche parte della Samaria.Ma Sanaballath Horonita, e Tobia servo Ammonita, e Gosem Arabo, saputa la nuova, ci dileggiavano, e per ispregio dicevano: Che è quel, che voi fate? Vi ribellate forse contro del re? Ma risposi a coloro, e dissi: Il Dio del cielo egli è, che ci aiuta, e noi siamo suoi servi, e anderemo avanti, e fabbricheremo: ma voi non avete comunanza, né diritto, né ricordanza in Gerusalemme.

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