Salmi 116

Ovazione, e ringraziamento per la liberazione dà grandi pericoli.

Ho amato.Si sottintende il Signore. Ho amato il Signore, perché egli è buono, perché egli è pieno di misericordia, ed esaudirà la mia orazione.Alleluia: lodate Dio. HO amato, perché esaudirà il Signore la voce della mia orazione; Ne' miei giorni.In tutti i giorni della mia vita invocherò il Signore. Notisi come tutto questa orazione spira amore e speranza nella bontà di Dio.Perocché egli le sue orecchie chinò a udirmi: ed io ne' miei giorni lo invocherò. Dolori di morte: pericoli d'inferno ec.Dolori mortali, angustie gravissime, quali trovansi nell'inferno, mali gravissimi e atrocissimi mi circondarono d'ogni parte.Mi circondarono dolori di morte: pericoli di inferno mi investirono. Trovai tribolazione, e affanno: e il nome del Signore invocai. E il nostro Dio è benigno.Ha per suo attributo non solo di essere misericordioso per sua natura, ma anche di usare effettivamente misericordia e benignità.Libera, o Signore, l'anima mia: il Signore è misericordioso, e giusto, e il nostro Dio è benigno. Il Signore custodisce i piccolini.Secondo il significato della parole Ebrea questo nome piccolini riguarda non l'età, ma i costumi, i semplici, i docili, in una parola gli umili di cuore sono sotto la custodia del Signore.Il Signore custodisce i piccolini: fui umiliato, ed egli mi liberò. Torna...nella tua requie.Nella primiera tua calma. Tranquillati, anima mia, sul riflesso delle misericordie, che Dio ti fa fatte. Elle sono esposte nel seguente versetto, ed esposte in maniera, che sembra doversi credere, che i mali de' quali ragiono al principio, riguardino lo spirito, come sarebbero tentazioni violente, nelle quali l'anima si vede in procinto di perdere Dio e se stessa.Torna, o anima mia nella tua requie: perocché il Signore ti ha fatto del bene. Torna...nella tua requie.Nella primiera tua calma. Tranquillati, anima mia, sul riflesso delle misericordie, che Dio ti fa fatte. Elle sono esposte nel seguente versetto, ed esposte in maniera, che sembra doversi credere, che i mali de' quali ragiono al principio, riguardino lo spirito, come sarebbero tentazioni violente, nelle quali l'anima si vede in procinto di perdere Dio e se stessa.Imperocché egli ha sottratta l'anima mia alla morte; gli occhi miei alle lagrime, i miei piedi alle cadute. Sarò accetto al Signore ec.Piacerò a Dio perfettamente, cioè perfettamente lo amerò nella terra de' viventi, nella patria celeste, dove non è timore di perdere ne la vita, ne l'amore di Dio. Il cielo è la terra de' vivi, perché in cielo non è morte, ne malattia.Sarò accetto al Signore nella regione de' viventi. Credetti; per questa parlai, ec.Credetti a Dio, e la mia fede in Dio manifestai colle mie parole. L'Apostolo citò questo luogo II. Cor.IV. 13. nel medesimo senso. Lo stesso Apostolo altrove disse, che: col cuore si crede per conseguire la giustizia, colla bocca si fa confessione per la salute, Rom. X. 10. Vedi anche Luc. XII. 8. Gli Ebrei congiungono questo salmo col precedente, onde la fede, di cui qui si parla, sarebbe la fede di una vita avvenire, nella quale il giusto riceve il premio delle sue buone opere, godendo e amando il suo Dio.Credetti; per questo parlai: ma mi fui umiliato oltre modo. Nella mia perturbazione.Si spiega in moltissime diverse maniere il latino in excessu meos ho tradotto in quel modo, che mi è paruto avvicinarsi meglio all'Ebreo e alle più antiche versioni. nell'agitazione e turbamento di spirito cagionatomi dalle afflizioni, che mi premevano, io dissi: Gli uomini per loro stessi, di lor natura sono tutti mendaci, non è da porre in essi speranza, non e in essi salute. vedi Rom. III.3.Io dissi nella mia perturbazione: Tutti gli uomini sono mendaci. Che renderò io al Signore ec.A Dio solo io debbo la mia liberazione. Ma che renderò io a lui per tanto benefizio, e favore? Qual'offerta potrò io fargli, che degna sia del suo amore e della misericordia, che ha usata verso di me?Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha date a me? Prenderò il calice di salute, ec.il calice di salute secondo alcuni è il calice di ringraziamento, il quale usano tuttora gli Ebrei nei solenni conviti in occasione di feste sacre e di nozze, e nel circoncidere i loro figliuoli, calice, ch'essi benedicono, e mandano attorno a' convitati. I Padri però generalmente l'intendono del calice de' patimenti, nel qual senso è usata questa parola Luc.XXI. 42., Matt. XX. 42.. XXVI.22. Così s. Cipriano, s. Basilio, Agostino, Teodoreto ec. Onde dice il Profeta: Noi la speranza de' beni eterni io accetterò volentieri, e berò il calice della passione e del martirio, calice di salute, perchè le anime conduce al cielo.Prenderò il calice di salute, e invocherò il nome del Signore. I voti da me fatti al Signore ec.I miei voti, i miei rendimenti di grazie adempirò in cielo dinanzi a tutto il popolo degli eletti, co' quali io sciolto dal corpo di morte io benedirò in eterno. Preziosa nel cospetto del Signore è la morte ec. Parla della morte sofferta per la confessione della fede. Questa morte de' servi suoi e di grandissimo pregio negli occhi di Dio, mentre egli la ricompensa con una vita gloriosa e beata e immortale. Vedi s. Cipriano. lib. III. ep. ec.I voti da me fatti al Signore scioglierò alla presenza di tutto il suo popolo: preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi. Perché io, o Signore, son tuo servo, ec.Per l'intelligenza di questo luogo e da notare, che i servi nati di una serva erano in certo modo anche più servi, che quelli, de' quali per altra via il padrone facesse acquisto. Dice adunque a Dio l'uomo fedele: Signore, io son tuo servo, e son tuo servo per volontà, e per essere stato comprato da te col prezzo grande dato dal tuo Cristo per me, ma son tuo servo ancor per natura; perocchè sono nato di una tua serva, vale a dire, sono figliuolo della Chiesa, che è tua ancella. Quindi tu scioglierai le mie ritorte, e io ti sacrifichero in eterno ostia di laude, e glorificherò il tuo nome. Tu mi scioglierai da' lacci del corpo mortale, e io volerò nel tuo seno, dove goderò di te, e, ti renderò grazie per tutte le misericordia usate da te all'anima mia.Perché io, o Signore, son tuo servo, io tuo servo, e figliuolo di tua ancella. Perché io, o Signore, son tuo servo, ec.Per l'intelligenza di questo luogo e da notare, che i servi nati di una serva erano in certo modo anche più servi, che quelli, de' quali per altra via il padrone facesse acquisto. Dice adunque a Dio l'uomo fedele: Signore, io son tuo servo, e son tuo servo per volontà, e per essere stato comprato da te col prezzo grande dato dal tuo Cristo per me, ma son tuo servo ancor per natura; perocchè sono nato di una tua serva, vale a dire, sono figliuolo della Chiesa, che è tua ancella. Quindi tu scioglierai le mie ritorte, e io ti sacrifichero in eterno ostia di laude, e glorificherò il tuo nome. Tu mi scioglierai da' lacci del corpo mortale, e io volerò nel tuo seno, dove goderò di te, e, ti renderò grazie per tutte le misericordia usate da te all'anima mia.Tu hai sprezzate le mie ritorte: a te sagrificherò ostia di lode, e invocherò il nome del Signore. Nell'atrio della casa del Signore, ec.Nell'atrio della celeste tua casa, in mezzo a quella Gerusalemme beata, che è lassù, che è nostra madre. Gal. IV. 26. i santi considerano come una delle grandi felicità della patria celeste il poter ivi con cuore libero, e pieno di santo amore unirsi con tutto il popol de' santi e con tutti i beati spiriti a celebrare le divine misericordie, e dar gloria ai loro liberatore cristo Gesù.Scioglierò i voti fatti da me al Signore alla presenza di tutto il suo popolo: nell'atrio della casa del Signore, in mezzo a te, o Gerusalemme.

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