Salmi 147
Bibbia Martini
Public domain Fonte: scrutatio.it
Dio dee lodarsi per la providenza verso il suo popolo, e per altre opere sue.
1 Buona cosa è il salmo.Cosa giusta, cosa per noi buonissima ed utilissima ella e il celebrare co' salmi le glorie del Signore. Diasi al nostro Dio lauda ec. Si lodi il nostro Dio in quel modo, che dee lodarsi, perché la nostra lauda sia conveniente e grata a lui: si lodi adunque con cuor sincero, con cuore pieno di riconoscenza e di amore: così saranno convenienti e gradite le nostre lodi.Alleluia. Lodate Dio. Lodate il Signore, perché buona cosa è il salmo: diasi al nostro Dio lauda gradevole, e conveniente. 2 Il Signore, che edifica Gerusalemme radunerà ec.Alcuni per ragion di queste parole riferiscono questo salmo al tempo della ristorazione di Gerusalemme dopo il ritorno del popolo dalla cattività di Babilonia. Ma noi possiamo intendere significata la ristorazione della Gerusalemme spirituale, vale a dire della chiesa, ristorazione operata da Cristo, il quale venne a questo fine di radunare insieme i figliuoli di Dio, che erano dispersi, come dice S. Giovanni XI. 42. Imperocchè l'Israele, di cui qui si parla, egli è lo spirituale Israele, vale a dire gli uomini, i quali delle vie dell'errore e dell'empietà Cristo ritrasse, e riunì in una stessa fede, e in una medesima chiesa, avendoli liberati dalla schiavitù del demonio, e avendoli fatti figliuoli di Dio adottivi. Il versetto seguente favorisce questa sposizione piuttosto, che la prima.Il Signore, che edifica Gerusalemme radunerà i figliuoli d'Israele dispersi. 3 Egli è, che risana i contriti di cuore, ec.Egli a' contriti di cuore dà la salute rimettendo loro i peccati e le piaghe de' peccati stessi (come il pietoso Samaritano) medica coll'olio, e col vino, Luc. X. 34.Egli è, che risana i contriti di cuore, e fascia le loro piaghe. 4 Conta la moltitudine delle stelle, e tutte le chiama ec.Celebra la scienza di Dio dalla cognizione, che egli ha non solo del numero delle stelle, ma anche delle qualità di ciascheduna di esse; perocchè dicendosi, ch'ei le chiama pel loro nome vuolsi significare, che ei le conosce perfettamente; lo che è necessario per dare a ciascuna il nome che le conviene. Riguardo al numero delle stelle, egli è certamente grandissimo, ne si è potuto fissarlo finora dagli astronomi. Veggasi il Riccioli nel suo Almagesto.Egli, che conta la moltitudine delle stelle, e tutte le chiama pel loro nome. 5 Grande il Signore Dio nostro, e grande la potenza di lui, e la sua sapienza non ha misura. 6 È difensore de' mansueti, ma umilia ec.Egli è il protettore degli umili, ma umilia e atterra i superbi.Il Signore è difensore de' mansueti, ma umilia fino a terra i peccatori. 7 Cantate inni al Signore con rendimento di grazie: celebrate le lodi di lui sulla cetera. 8 Il cielo ricuopre di nuvole, e alla terra ec.I vapori per la forza del sole e de' venti si alzan dal mare, e nell'alto si addensano, e compressi, pel loro peso si sciolgono, e cadono regolatamente a inumidire in terra. Tutto questo esigeva una intimità di combinazioni, delle quali la solamente di un Dio era capace. E gli erbaggi per servigio dell'uomo. Ovvero: E l'erba per le bestie, che servono all'uomo. Vedi quel che si è detto Psal. CIII. 14., dove sono le stesse parole in questo luogo la prima traduzione conviene più, perché degli animali, che servono all'uomo, degli animali domestici si parla nella prima parte del versetto seguente.Egli, che il cielo ricuopre di nuvole, e alla terra prepara la pioggia. Egli, che produce su' monti il fieno, e gli erbaggi per servigio dell'uomo. 9 E a' teneri corvi, che lo invocano.Vedi Giobbe XXXVIII.41. I piccoli corvi, bestiuole voraci, carnivore, neglette da tutti, non sono disprezzate da Dio, e quando tormentate dalla fame col lor noioso gracidare lo invocano, egli non manca di provvederle di cibo. Qual argomento ed esempio più atto di questo a risvegliare la speranza nei cuori piccoli e pusillanimi? Vedi Luc. XII. 24.Egli, che da il loro cibo a' giumenti, e ai teneri corvi, che lo invocano. 10 Ei non fa conto della forza del cavallo.Dio nel beneficare e salvare gli uomini non bada s' ei son destri nel cavalcare, ovvero se sono robusti di gamba, non bada a veruna dell'esteriori loro doti, ma all'interna pietà dell'animo, e alla viva e ferma speranza, che l'uomo ha nella sua misericordia. Egli ama e favorisce e salva quei, che lo temono, e sono umili, talmente che nulla confidino in loro stessi, e tutto aspettino da lui.Ei non fa conto della forza del cavallo, né che l'uomo stia ben in gambe. 11 Ei non fa conto della forza del cavallo.Dio nel beneficare e salvare gli uomini non bada s' ei son destri nel cavalcare, ovvero se sono robusti di gamba, non bada a veruna dell'esteriori loro doti, ma all'interna pietà dell'animo, e alla viva e ferma speranza, che l'uomo ha nella sua misericordia. Egli ama e favorisce e salva quei, che lo temono, e sono umili, talmente che nulla confidino in loro stessi, e tutto aspettino da lui.Il Signore si compiace di que',che lo temono, e di quei, che sperano a misericordia. 12 Alleluia. Lodate Dio. Loda, o Gerusalemme, il Signore: loda, o Sionne, il tuo Dio. 13 Forti sbarre ha egli messe alle tue porte.Affin di renderti sicura da tutti li tuoi nemici, e perché il timore di essi non turbi la interna tua tranquillità. Queste porte e queste sbarre poste a difesa della città del Signore, cioè della chiesa sono la sempre vigilante, amoroso protezione di Dio, che è suo custode. Ha benedetti i tuoi figliuoli ec. Ha arricchiti i tuoi figliuoli d'ogni spirituale benedizione.Perocché forti sbarre ha egli messe alle tue porte: ha benedetti i tuoi figliuoli dentro di te. 14 Ha messo ne' tuoi confini la pace, ec.Questa è quella pace, che ogni umano sentimento sorpassa, la pace della coscienza, in pace di Dio e con Dio. Il fior di frumento egli è il pane del cielo, la divina Eucaristia; ella è il pane de' figliuoli.Egli ha messa ne' tuoi confini la pace, e di fior di frumento ti pasce. 15 Manda la sua parola alla terra: ec.Questa parola mandata da Dio alla terra, questa parola, che corre e si spende velocemente sino agli ultimi confini del mondo, ella è la parola del Vangelo, la predicazione del quale con grandissima celerità penetrò a tutte le parti della terra.Egli manda la sua parola alla terra: la sua parola corre velocemente. 16 Ei dà la neve come fiocchi di lana.Manda sulla terra la neve quasi velli di bianca lana. Come cenere sparoge la nebbia: cioè la brinata, che cade sulla terra a minuti granelli come la cenere. Manda il suo ghiaccio a pezzi. Crystallus è voce greca, che significa il ghiaccio, ma quell'aggiunto a pezzi dimostra, che questo ghiaccio e la grandine, la quale cade a pezzi dal cielo. Il freddo portato dalle grandinate è fortissimo, e si fa tanto più sentire, perché queste vengono o nella primavera, o nell'estate; onde dicesi: Chi può reggere al freddo ch'ei porta? Ma che vuol egli significare il profeta colla descrizione delle navate, delle brine, delle grandinate? Non altro (dice s. Ilario), se non quello, che nella Scrittura si dice, che per mezzo delle tribolazioni e delle afflizioni e de' patimenti si giunge alla vita: perocchè tutte queste cose, le quali abbruciano e mortificano la carne, dinotano le varie tentazioni e gli affanni della vita presente. Questi però hanno un termine stabilito dalla provvidenza, la quale se eterno assegno il premio a' patimenti, non volle però che i patimenti stessi fossero eterni, e nemmen di lunga durata, onde segue a dire il profeta.Ei da la neve come fiocchi di lana: come cenere sparge la nebbia. 17 Ei dà la neve come fiocchi di lana.Manda sulla terra la neve quasi velli di bianca lana. Come cenere sparoge la nebbia: cioè la brinata, che cade sulla terra a minuti granelli come la cenere. Manda il suo ghiaccio a pezzi. Crystallus è voce greca, che significa il ghiaccio, ma quell'aggiunto a pezzi dimostra, che questo ghiaccio e la grandine, la quale cade a pezzi dal cielo. Il freddo portato dalle grandinate è fortissimo, e si fa tanto più sentire, perché queste vengono o nella primavera, o nell'estate; onde dicesi: Chi può reggere al freddo ch'ei porta? Ma che vuol egli significare il profeta colla descrizione delle navate, delle brine, delle grandinate? Non altro (dice s. Ilario), se non quello, che nella Scrittura si dice, che per mezzo delle tribolazioni e delle afflizioni e de' patimenti si giunge alla vita: perocchè tutte queste cose, le quali abbruciano e mortificano la carne, dinotano le varie tentazioni e gli affanni della vita presente. Questi però hanno un termine stabilito dalla provvidenza, la quale se eterno assegno il premio a' patimenti, non volle però che i patimenti stessi fossero eterni, e nemmen di lunga durata, onde segue a dire il profeta.Manda il suo gelo come pezzi di pane: chi può reggere al freddo, ch'ei porta? 18 Manderà i suoi ordini, ec.Un comando, un cenno di Dio farà sciogliere il duro e freddo ghiaccio; un vento dolce, ch'ei manderà, farà scorrer le acque per ogni parte: ei cangerà la tempesta in serenità, la guerra in pace, le afflizioni in gaudio, facendo scorrere pe' suoi giusti le acque delle sue celestiali consolazioni. Manderà i suoi ordini, e farà, che si sciolgono: farà, che si sciolgono le grandini, le brine, le nevi. E ottimamente attribuisce questo scioglimento non al sole, ma allo spirito, colla qual parola viene a indicarsi lo Spirito Santo, lo Spirito consolatore.Manderà i suoi ordini, e farà, ch'i si sciolgano: soffierà lo spirito di lui, e scorreranno le acque. 19 Egli, che annunzia la sua parola a Giacobbe, ec.Egli è Dio Signore, il quale ha annunziata la parola della fede, e la dottrina Evangelica, e i suoi misteri, e i suoi precetti e gli arcani suoi giudizi al popolo de' fedeli: grazia e benefizio singolare non a tutti i popoli conceduto, essendovene ancora di quelli, i quali o l'idolatria, o lo spirito di errore tiene lontani dal godere di tanto bene. Lodato Dio, e rendete a lui grazie pell'inefiabile un dono.Egli, che annunzia la sua parola a Giacobbe, i suoi precetti, e i suoi giudizj ad Israele. 20 Egli, che annunzia la sua parola a Giacobbe, ec.Egli è Dio Signore, il quale ha annunziata la parola della fede, e la dottrina Evangelica, e i suoi misteri, e i suoi precetti e gli arcani suoi giudizi al popolo de' fedeli: grazia e benefizio singolare non a tutti i popoli conceduto, essendovene ancora di quelli, i quali o l'idolatria, o lo spirito di errore tiene lontani dal godere di tanto bene. Lodato Dio, e rendete a lui grazie pell'inefiabile un dono.Non ha fatto cosi a tutte le nazioni, né ha manifestati ad essi i suoi giudizj. Alleluia.
Citato in 17
- Questo capitolo Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(255)Caritatis Studium(§5)Misericordiae Vultus(§6)Spiritus Paraclitus(§47)
- v. 3 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(491)Misericordiae Vultus(§6)
- v. 5 Summa (EN)(III 70.3)
- v. 6 Misericordiae Vultus(§6)
- v. 8 Summa (EN)(II-II 64.1)
- v. 9 Summa (EN)(II-II 64.1
II-II 83.10) - v. 14 Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa(491)Summa (EN)(I-II 3.4
II-II 29.2 II-II 183.2) - v. 20 Summa (EN)(I-II 98.4)
- v. 31 Summa (EN)(I-II 105.2)