CCC 1140

È tutta la comunità, il corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra. « Le azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che è "sacramento di unità", cioè popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei Vescovi. Perciò [tali azioni] appartengono all'intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano; i singoli membri poi vi sono interessati in diverso modo, secondo la diversità degli stati, degli uffici e dell'attuale partecipazione ». Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 26: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 56 (1964) su vatican.va — PDF scansionato (1964) 107. Per questo « ogni volta che i riti comportano, secondo la particolare natura di ciascuno, una celebrazione comunitaria con la presenza e la partecipazione attiva dei fedeli, si inculchi che questa è da preferirsi, per quanto è possibile, alla celebrazione individuale e quasi privata degli stessi ». Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 27: AAS — Acta Apostolicae SedisVolume 56 (1964) su vatican.va — PDF scansionato (1964) 107.

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